Di seguito la nota diffusa dalla maggioranza consiliare a palazzo San Giorgio
“Prendiamo atto che finalmente, dopo un decennio, l’attività parlamentare dell’onorevole
Minniti ha avuto come oggetto la città di Reggio Calabria. E’ di ieri infatti la notizia di un’interrogazione presentata dall’esponente del Pd in questione, al Ministro Giulio Tremonti sulla situazione del Comune reggino”.
Lo dichiara la maggioranza consiliare a palazzo San Giorgio che, per l’ennesima volta, è costretta a replicare a molte inesattezze.
“Ci preme sottolineare – continuano – la grave inesattezza che emerge nell’interrogazione presentata da Minniti secondo la quale l’Amministrazione comunale e il Sindaco Demetrio Arena avrebbero minimizzato il contenuto delle relazioni Ministeriali e della Procura. Così come inesatta è l’affermazione secondo la quale l’Amministrazione “ha voluto assumere una posizione contraddittoria rispetto alle risultanze dell’ispezione. Il Sindaco successivamente all’arrivo dei due documenti ha immediatamente attivato le procedure utili per verificare i 22 rilievi mossi dagli Ispettori, in ottemperanza alla richiesta dagli stessi. Ad oggi gli uffici stanno elaborando “l’adozione dei provvedimenti idonei all’eliminazione delle criticità presenti nella predetta relazione”. D’altronde, nella nota ufficiale diramata, l’Amministrazione Comunale spiegava che “con la notifica della relazione, si apre il procedimento amministrativo con il quale gli uffici comunali inizieranno un approfondito esame dei rilievi e contemporaneamente si aprirà una fase di interlocuzione con il Ministero dell’Economia al fine di giungere ad una soluzione condivisa delle criticità che verranno definitivamente accertate”.
Delle due l’una: o Minniti non sa leggere, o chi gli ha raccontato i fatti lo ha scientemente fuorviato, altrimenti l’onorevole – uomo di navigata esperienza governativa e parlamentare – si sarebbe ben guardato dall’apporre la propria firma su un documento che altri hanno redatto con l’intento non tanto di avere una risposta scontata, ma di ritagliarsi ulteriori spazi sugli organi d’informazione. Spiace altresì notare che l’attività politica dell’Onorevole Minniti nei confronti della “sua”(!) città, si limiti a pochi interventi tesi più ad evidenziare delle supposte magagne che non ad agevolarne lo sviluppo.
Tale interpellanza riprende – aggiungono – invece l’atteggiamento vanamente ostruzionistico tenuto dai giovani rappresentanti del Pd durante il Consiglio Comunale del 21 ottobre scorso, in cui è stato approvato il riequilibrio di Bilancio in questione. In quella sede abbiamo notato il frenetico consultarsi da parte dei suddetti consiglieri con la sede esterna del Pd, momentaneamente allocata presso un campo da tennis, da dove partivano precise e tassative istruzioni tese ad inficiare i lavori del Civico Consesso. Senza esito, per la debolezza intrinseca delle argomentazioni addotte. Evidentemente ciò non è stato sufficiente per placare l’iperattivismo di chi, con sforzo degno probabilmente di miglior causa, passa il tempo (oltre che sulla terra “rossa”) oggi ad aizzare una comunità parrocchiale, domani a fare inviare un decreto ingiuntivo ad una azienda, dopodomani a produrre favolistiche previsioni sui conti e bilanci, elemosinando uno spazio purchessia sulle testate giornalistiche.
Duole infine rilevare come si vengano a creare dei “mostruosi” accoppiamenti fra personaggi accomunati, quello si, dal perpetuo fallimento politico, e dall’inossidabile desiderio di nuocere gravemente alla comunità che, suo malgrado li ha prodotti. L’accorgersi che la stessa comunità li ha espulsi dal proprio novero, bocciandoli ripetutamente e sonoramente nelle competizioni politiche li ha portati, evidentemente, a meditare azioni vendicative e rabbiose. Ma tanto è: questa è la classe dirigente che il Pd ha espresso e continua ad esprimere dal nostro territorio. Di fronte ad una chiamata alla responsabilità collettiva, esternata dal Sindaco Arena in più occasioni, la risposta “dell’accoppiata perdente” è la solita: fango e meschinità, perché in fondo l’unico obiettivo che è rimasto ai due è trovare spazio nelle liste elettorali in vista delle prossime elezioni politiche. E per conseguire tale scopo – concludono i consiglieri di maggioranza – , l’ultima chance per rilanciarsi è dunque conquistare “la testa di Scopelliti”; e poco male se per ottenere ciò si passa sul destino di una comunità della quale ai due, in fin dei conti, non importa poi più di tanto. A chi continua ad epitetare Arena come “prestanome” e come Sindaco che “mente” alla città, diciamo ancora una volta, senza nessuna paura, che sarebbe meglio si facesse un serio ed approfondito esame di coscienza.
La maggioranza consiliare a palazzo San Giorgio




