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Memorie – I dialetti calabresi per Gerhard Rohlfs, l’archeologo delle parole

1 Febbraio 2017
in Memorie, RUBRICHE
Tempo di lettura: 5 minuti
0
Gerhard Rohlfs

di Anna Foti – “A voi fieri calabresi
che accoglieste ospitali me straniero
nelle ricerche e indagini
infaticabilmente cooperando
alla raccolta di questi materiali
dedico questo libro
che chiude nelle pagine
il tesoro di vita
del vostro nobile linguaggio”*

Le parole sono segni di identità di un popolo anche quando tutto intorno invoca morte, distruzione e violenza e gli idiomi tratteggiano la ricchezza di un paese anche dentro un campo di prigionia che, pur togliendo la libertà di movimento non sopprime il pensiero, il linguaggio e la cultura, spesso millenaria, di intere comunità. Lo ha scoperto e non lo ha più dimenticato, il tedesco Gerhard Rohlfs (Berlino 1892 – Tubinga 1986), incontrando, durante la Prima guerra mondiale, nelle persone l’Italia dei dialetti e delle lingue antiche. Quell’esperienza fu intensa ispirazione per la sua scelta di studi che, dopo la guerra, dalla Botanica passarono alla Glottologia. Non solo celebre e apprezzato glottologo, e linguista tedesco, soprannominato l’”archeologo delle parole”, ma anche fotografo e appassionato conoscitore dei dialetti italiani e delle lingue minori ma solo perchè meno diffuse, in particolare calabresi.
Docente di filologia romanza all’Università di Tubinga e all’Università di Monaco di Baviera, Gerhard Rohlfs fu incaricato da Karl Jaberg e Jakob Jud di condurre un ampio studio sui dialetti dell’Italia Meridionale. Lo studio lo coinvolse talmente che la sua tesi di laurea, pubblicata nel 1924, ebbe proprio il titolo “Griechen und Romanen in Unteritalien”. In Calabria arrivò preceduto da una lettera di presentazione di Benedetto Croce. Tra il 1921 e il 1983 esplorò 365 paesi, incontrò persone, visitò luoghi, familiarizzò con i piccoli centri aspromontani, cogliendo subito la ricchezza peculiare della Calabria, a nord intrisa della latinità diffusasi in larga parte dell’Europa ai tempi dell’Impero Romano e a Sud pervasa da grecità e culla ancora incontaminata Bovesia dove la lingua greca appariva non intaccata e parlata come avveniva nella Magna Grecia. Gli studi più autorevoli in materia in realtà datano questa sopravvivenza al periodo più recente, anch’esso di grande contaminazione come quello bizantino di
colonizzazione monastica basiliana (X secolo). Rohlfs è colui che, invece, dopo attenti studi, attesta che la lingua Greca parlata nella provincia reggina del Sud della Calabria, sia quella più antica della Magna Grecia e si fa promotore di una linea di continuità dell’ellenismo calabrese ex temporibus antiquis. Un angolo di mondo, secondo lui, dove l’imponente e contaminante cultura romana non era riuscita a cancellare l’identità greca. La Bovesìa deve a Rohlfs importanti pagine di letteratura della Linguistica e della Glottologia che riconoscono la Calabria come pregevole e ancora autentica culla della Magna Grecia con la peculiarità di una lingua madre conservatasi intatta e tuttavia a rischio di una nostalgica estinzione. Uno studio che alimentò anche un legame ancora vivo tra lo studioso, i luoghi e le comunità calabresi. Nel 1966 divenne cittadino onorario di Bova (nel 1979 ricevette lo stesso riconoscimento dal comune di Candidoni e nel 1981 da quelli di Tropea e Cosenza) e sempre nel 1981 gli fu conferita la laurea honoris causa in Lettere dall’Università della Calabria. Riconoscimenti anche alla memoria: il 21 maggio 2016 è stato inaugurato a Bova il Museo della Lingua Greco-Calabra a lui intitolato, e nel 2002, per i 110 anni dalla sua nascita, il comune di Badolato gli ha intitolato la piazza antistante le scuole elementari.
Un viaggio tra le parole, le antiche tracce linguistiche, le usanze, i proverbi, le espressioni idiomatiche, i nomi e i cognomi, quello di Rohlfs in Calabria; 65 anni raccontati in
oltre 700 scritti, 15 dei quali esclusivamente dedicati alla Calabria, come il “Dizionario dialettale delle tre Calabrie”, il “Dizionario dei cognomi e dei soprannomi della Calabria”, il “Dizionario toponomastico e onomastico della Calabria”, la monumentale opera in tre volumi “Historische Grammatik der italienischen Sprache und ihrer Mundarten”, pubblicata negli anni 1949-1954 in Germania e tradotta in italiano da Einaudi negli anni 1966-1969, con il titolo ”Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti”.
Un viaggio arricchito anche dal corredo fotografico, ancora oggi considerato prezioso e ricco scrigno di cultura popolare capace di coniugare lo studio delle parole e la loro storia con le immagini silenziose, ma non mute, delle comunità che ha incontrato e con le tecniche utilizzate per fermarle. La città siciliana di Sperlinga, in provincia di Enna, è quella che annovera il maggior numero di foto perché Rohlfs vi condusse una ricerca sul dialetto galloitalico di Sicilia nel 1924.
Uno studio che funse da apripista fu anche quello del dialetto della Basilicata, di cui per primo negli anni Trenta ebbe a notare le caratteristiche proprie di un idioma da Isola linguistica.
Il contributo di Gerhard Rohlfs alla storia delle anime delle lingue italiane e/o conservatesi in Italia è stato consacrato anche dalla nomina, in qualità di socio straniero, dell’Accademia della Crusca nel 1955 e dell’Accademia nazionale dei Lincei nel 1972. La Calabria ha un suo ricco patrimonio di minoranze linguistiche in cui l’Italia crede al punto da avere consacrato la tutela di questo patrimonio immateriale persino nei primi dodici articoli della Costituzione (art. 6: La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche). Non solo l’isola Ellenofona del versante Jonico Meridionale nella provincia di Reggio Calabria, composta dai comuni di San Lorenzo, Bagaladi, Roghudi, Roccaforte del Greco, Condofuri (Gallicianò), Bova Marina, Bova, Palazzi, Staiti, Brancaleone, Africo, ma anche le comunità Italo – Albanesi o Arbereshe nel cosentino, crotonese e catanzarese e la comunità Occitana di origine valdese sempre nel cosentino.
La centralità delle lingue dialettali è stata recentemente valorizzata in occasione della quinta Giornata nazionale del dialetto e delle Lingue Locali istituita dall’Unione delle Pro Loco nella data del 17 gennaio. L’Unesco, che ha istituito la Giornata Internazionale della Lingua Madre (21 febbraio), tra le lingue italo-meridionali, ascrive solo il Napoletano e il Siciliano tre le lingue madri.

Opere (www.wikipedia)
• Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti. (in 3 volumi: Fonetica. Morfologia. Sintassi e formazione delle Parole), Einaudi, Torino, 1966-69, 1970.
• Studi e ricerche su lingua e dialetti d’Italia. Sansoni, Firenze, 1972
Sulle lingue occitane[modifica | modifica wikitesto]
• Le gascon. Niemeyer, Tübingen, 1977, 3. éd., augm.
Filologia romanza[modifica | modifica wikitesto]
• Panorama delle lingue neolatine. Narr, Tübingen, 1986
• Von Rom zur Romania. Tübingen, Narr, 1984
• Romanische Sprachgeographie. Beck, München, 1971
• Sermo vulgaris Latinus. Niemeyer, Tübingen, 1969
• Romanische Philologie: T. 1. Allgemeine Romanistik. Winter, Heidelberg, 1950
• Romanische Philologie: T. 2. Italienische Philologie. Winter, Heidelberg, 1952
Dialetti dell’Italia meridionale[modifica | modifica wikitesto]
• Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria*. Longo, Ravenna, 1977 ISBN 88-8063-076-8 (sesta ristampa, 2001)
• Dizionario dialettale delle tre Calabrie. Milano-Halle, 1932-1939.
• Vocabolario supplementare dei dialetti delle Tre Calabrie (che comprende il dialetto greco-calabro di Bova) con repertorio toponomastico. Verl. d. Bayer. Akad. d. Wiss., München, 2 volumi, 1966-1967
• Vocabolario dei dialetti salentini (Terra d’Otranto). Verl. d. Bayer. Akad. d. Wiss., München, 2 volumi (1956-1957) e 1 suppl. (1961) – ristampato per conto di Congedo Editore, Galatina nel 1976
• Studi linguistici sulla Lucania e sul Cilento. Congedo Editore, Galatina, 1988 (traduzione a cura di Elda Morlicchio, Atti e memorie N. 3, Università degli Studi della Basilicata).
• Mundarten und Griechentum des Cilento, in Zeitschrift für Romanische Philologie, 57, 1937, pp. 421– 461 (una traduzione in italiano è in Gerhard Rohlfs, Studi linguistici sulla Lucania e sul Cilento. Galatina, Congedo Editore, 1988)
• Supplemento ai vocabolari siciliani. Verlag der Bayer, München, Akad. d. Wiss., 1977
• Historische Sprachschichten im modernen Sizilien. Verlag der Bayer, München, Akad. d. Wiss., 1975
Lingue greco calabre[modifica | modifica wikitesto]
• Grammatica storica dei dialetti italogreci. Beck, München, 1977, Nuova ed. interamente rielaborata ed aggiornata
• Italogriechische Sprichwörter in linguistischer Konfrontation mit neugriechischen Dialekten. Verlag der Bayer. Akad. d. Wiss., München, 1971
• Lexicon graecanicum Italiae inferioris. Niemeyer, Tübingen, 1964
• Griechischer Sprachgeist in Süditalien. Bayerische Akademie d. Wissenschaften, München, 1947
L’onomastica e la toponomastica meridionale[modifica | modifica wikitesto]
• Antroponimia e toponomastica nelle lingue neolatine. Narr, Tübingen, 1985
• Dizionario storico dei soprannomi salentini. Congedo Editore, Galatina, 1984
• Dizionario dei Cognomi e Soprannomi in Calabria. Longo, Ravenna, 1982
• Dizionario storico dei cognomi della Lucania, Longo, Ravenna, 1985
• Soprannomi siciliani. Centro di Studi filologici e linguistici siciliani, Palermo
Letterature romanze[modifica | modifica wikitesto]
• Recensione a Giambattista Basile: Il Pentamerone, ossia La fiaba delle fiabe, tradotta dall’antico dialetto napoletano e corredata di note storiche di Benedetto Croce. in Deutsche Literatur Zeitung di Berlino, f. 33, 1926
• Italienische Novellen aus Mittelalter und Renaissance. Niemeyer, Halle (Saale), 1953

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