cosa si fa? Si balla la tarantella, altro che i raffinati violini del Titanic!! Ho appena letto la notizia relativa alla definizione delle pratiche di condono edilizio e non ho potuto fare a meno di provare fastidio e, se possibile, indignazione. Un’indignazione non a buon mercato, da moralista; infatti, non mi colpisce la notizia del condono in sè, bensì i commenti trionfalistici a contorno. Non sto qui a sindacare se sia opportuno o meno sanare un deficit di cassa condonando illeciti pregressi, approccio probabilmente ispirato al principio matematico secondo cui il prodotto di due numeri negativi dà, come risultato, un numero positivo. Non ho ancora ben capito se la lezione del Macchiavelli sia da condividere in toto o possa essere rivista in chiave critica. Forse è una questione di contesto. Però, sentire l’assessore Tuccio parlare di “momento epocale anche per affermazione di legalità” potrebbe far sorgere qualche dubbio all’Autore sopra citato circa l’opportunità di un limite alla spregiudicatezza, almeno a quella verbale! Reggio Calabria ha subito un saccheggio ed una scempio urbanistico che la Commissione bipartisan, a suo tempo istituita ed affidata alla presidenza del consigliere Nuccio Barillà, ha definito in maniera dettagliata; l’avvocato Chizzoniti, in un recente articolo sul Corriere della Calabria, ne ha ricordato l’esperienza ed i risultati conseguiti: si tratteggiava un quadro di patologie gravissime da un punto di vista amministrativo e gestionale; sia necessario e sufficiente la categoria “ill egalità legalizzata”. Ma Reggio Calabria preferisce, probabilmente, Tomasi di Lampedusa a Macchiavelli e tutto è cambiato per rimanere, infine, uguale. La collaborazione del cittadino è richiamo nobile, ma vuoto. Gli abusi edilizi non si consumano solo “nelle molte aree nere” (Tuccio dixit),ma anche al centro storico; o forse anche questa rientra nelle aree nere. Denunciare non serve a nulla, comunque a poco, molto poco. A me è capitato di presentare denunce e segnalazioni alle autorità competenti: Procura della Repubblica, Comando dei Vigili Urbani ed al competente ufficio dell’Urbanistica; ho agito quale amministratore di condominio e a tutela dello stesso, dato che dovevano iniziarsi lavori di ristrutturazione del palazzo. Sono passati parecchi mesi dalle denunce (la prima è del Febbraio 2011, le altre di Aprile dello stesso anno) senza che vi sia stato alcun riscontro, nonostante un sopralluogo effettuato; recentemente ho chiesto informazioni in merito, sempre all’ufficio competente. Alla fine, ho avuto una risposta, anche se non proprio quella che sarebbe lecito aspettarsi da un’amministrazione comunale che aspiri ad essere decente:”Si, un sopralluogo c’è stato, ma … ci siamo dimenticati di redigere il verbale”! Preciso che il sopralluogo era stato eseguito e che si era riscontrato l’abuso, tanto da portare ad un’ ordinanza di sequestro e, se non ricordo male, di demolizione. Questo a Maggio 2011, mentre a fine Settembre 2011 il verbale non era stato neanche iniziato.




