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‘Ponte sul torrente Valanidi, lavori di ricostruzione quando finiranno ?’

15 Gennaio 2017
in Lettere a Strill, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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‘Ponte sul torrente Valanidi, lavori di ricostruzione quando finiranno ?’

Allego foto della attuale situazione del ponte, sul torrente Valanidi, che un giorno dovrà collegare le due sponde per permettere ,finalmente, di poter accedere dalla strada per Ammendolea/ Paterriti alla provinciale Croce Valanidi Oliveto.

 Ricordo a tutti che tale collegamento permetterebbe  ai cittadini di accedere ai servizi, seppur lontani,trasporti pubblici, scuole, parrocchia,ecc. .

 Faccio notare come i furbi degli amministratori , per togliersi ogni responsabilità abbiano indicato , da anni ormai , come  inaccessibile (con un segnale di divieto) l’ attraversamento del torrente e come   strada autorizzata al transito, la vecchia e stretta mulattiera   (  che  per lunghi tratti ha la larghezza per un solo mezzo e quindi  costringe a lunghi retromarcia;che  è arrangiata con  asfalto malmesso ,piena di buche e di pericoli ,senza segnali ,senza illuminazione, senza guard-rail, ecc )  che, attraversando la frazione di Macellari ,ti allontana dall’obiettivo ( che è quello di raggiungere il centro cittadino) conducendoti a Pellaro.

Questo divieto è disatteso da sempre  perché i cittadini hanno la necessità di raggiungere la strada ed i servizi rapidamente ,senza fare giri turistici inutili e comunque su strada anche essa pericolosa ed inadeguata, perciò preferiscono guadare a proprio rischio il torrente che nel periodo invernale fa il suo mestiere.

Ora lo scopo della presente è segnalare il completo abbandono dei lavori di costruzione del ponte ( cantiere aperto da diversi anni ) e delle opere viarie per collegare le strade, da una parte e dal ‘altra del ponte.

Ricordo anche le, ormai  mendaci, promesse del Sindaco Falcomatà che dichiarava la fine dei lavori nel 2016 con tanto di foto e dichiarazioni pubbliche .

Quindi ora  avrei da chiedergli : quali sono state le difficoltà ,sue ,della sua amministrazione e dei vari uffici (in)competenti ,che hanno impedito la prosecuzione dei lavori in modo da finire l’opera?

 Ricordo al sindaco che sarebbe suo preciso dovere informare i cittadini ,con cognizione di causa  ,le circostanze che hanno  impedito  il  termine di tale opera ( ma anche di tutte le altre in giro per la città) in nome della trasparenza e lealtà.

Lo inviterei perciò a scendere ,dall’Olimpo, tra i comuni mortali e rendere pubbliche le cause, in generale lo invito a spendersi per i cittadini ed a rendere onore a suo padre.

Probabilmente , azzardo a dire, ci sono stati ritardi riconducibili all’efficienza( mancata ) dei vari uffici e responsabili che non si sono spesi , facendo il lavoro per cui vengono profumatamente pagati , pianificando in tempo il proseguo dell’opera.

Ora se così fosse una volta accertate le responsabilità e le negligenze i responsabili andrebbero puniti .

 In realtà ,al di là di questo caso , andrebbe fatta pulizia in tutti  gli uffici pubblici ,pulizia di tutti gli incompetenti e i  disonesti che allignano dentro le istituzioni che, prostituitosi per una raccomandazione ,ora occupano posti immeritati .

Ma ovviamente ho la certezza che questo non verrà lontanamente nemmeno pensato, tanto Reggio Calabria è la città degli impunibili la città del “mi ndi futtu “.

Basta guardarsi attorno, decine di  opere eterne e/o  incompiute (nel migliore dei casi fatte male ),di abusi e di disservizi,  ci ricordano questo.

 E se la città si trova al terzultimo posto come vivibilità qualche motivo ci sarà.

Vorrei evidenziare che  però è da sempre, nondimeno negli ultimi 50 anni, che possiamo  osservare lo sfacelo e la cancrena che divora  la città nelle istituzioni e nella gestione della cosa pubblica.

Quello che fa paura è il silenzio :

-della politica che non si spende per cambiare rotta,

– di  una larga fetta dei cittadini ,a volte rassegnati , ma che spesso sono contenti di potersi auto-esonerare dai doveri civici.

Saluti, Antonino Dattola

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