
di Grazia Candido (foto di Marco Costantino) – Il “tornado” Zalone si abbatte sul PalaCalafiore di Reggio. Unica tappa in Calabria del “Resto Umile World Tour 2011”
che ha registrato una straordinaria affluenza di pubblico proveniente dalle province calabresi e molti anche dalla vicina Sicilia. Il comico pugliese Luca Pasquale Medici (in arte Zalone) premiato con il “Riccio d’Argento” del maestro orafo Gerardo Sacco come “Migliore Produzione e Allestimento” dell’anno, prestigioso riconoscimento della venticinquesima edizione della rassegna del miglior live d’autore “Fatti di Musica Radio Juke Box”, ideata e diretta da Ruggero Pegna, ha stregato i suoi fans con due ore piene di spettacolo fatto di racconti, straordinarie gag, imitazioni vecchie e nuove e le canzoni che lo hanno reso celebre. Sul palcoscenico un grande schermo a led sul quale passano le tappe della carriera di Checco Zalone che mettono in risalto il talento di un “re” della comicità italiana, quella comicità pura a volte un po’ colorita. Acclamato da cori da stadio, alle 21,35 sul led scorrono le immagini dell’eterna fidanzata che nel 2006 prega la foto dei nonni affinché l’Italia vinca i mondiali per spingere la canzone di Checco “Siamo una squadra fortissimi”, stessa cosa si ripete nel 2009 per il cinema. Alla fine del filmato, la fidanzata si rivolge ai nonni perché Checco possa finalmente decidere di sposarla ma la foto è scomparsa. Si inizia a ridere e sull’onda di un lungo applauso entra Zalone con sotto braccio la foto “scomoda” dei nonni. “Non vedevo l’ora di arrivare a Reggio Calabria – esordisce l’artista tenendo stretta la foto dei nonni che però “ora devono farsi un po’ gli affari propri” – è l’unico posto dove mi sento settentrionale. Ma quante facce di terroni che vedo stasera. Sono emozionato e felice di sentire il calore, la puzza della gente: ringrazio coloro che non si sono lavati perché quando due si amano devono sopportare tutte le puzze insieme”. E’ un Checco travolgente, ironico, a tratti puerile e spesso si rivolge ai tanti bambini presenti in sala, ai quali chiede di “non dimenticare chi gli ha insegnato le vere basi culturali, le parolacce”. Lo show, perfetto anche dal punto di vista della regia, si bilancia tra l’apollineo e il dionisiaco, con l’affermazione ricorrente “ora arriva la parte volgare”, per sottolineare come si può ridere di tutto, sdrammatizzare una vita a volte troppo pesante. Al fianco di Checco, il corpo di ballo “la seconda chance” (“erano state scartate da Tarantini” – dice), il gruppo musicale dei Mititi Ignoti (“che lo segue da sempre”), la sezione fiati dei Fiatellas e gli interventi di Claudia Potenza (la fidanzata Maria Rosa nello show). Iconoclasta, anti politically correct, un vero mattatore: Checco tira in ballo tutto e tutti, non risparmia nessuno. Tocca tematiche serie come l’omosessualità con tanto di elenco burla dei cantanti gay e la super hit “Gli uomini sessuali” ma puntualizza “che tutti sono liberi di esprimere la propria sessualità, i propri sentimenti e che lui non è assolutamente omofobo” oppure sull’icona intoccabile di Roberto Saviano che “si lamenta perché la camorra e la sua macchina del fango gli impediscono di avere una ragazza”. A modo suo lancia dei messaggi importanti senza però fare retorica: “Non ci si sono consigli per diventare un bravo artista, ragazzi serve molta umiltà, qualche volta bisogna piegare la testa, e poi diffidate dei vecchi brutti che vi propongono di fare una trasmissione – dice Checco alle ragazze – Vostra nonna vi direbbe: figlia mia prima fai la trasmissione e poi……”. Sul led si sfoglia l’album dei ricordi di una vita trascorsa tra amici, familiari, il suo commercialista (Tremonti), l’amministratore di condominio (Brunetta) e il gommista (Montezemolo). Poi lo sketch di Checco dei Modà dove un esilarante Zalone canta colpito da attacchi improvvisi di colite, (“quando sentite cantare Checco non è pathos ma è Malox” – urla ridendo) il brano sul viaggio di un ragazzo a Cuba funestato dalla morte di Fidel, oppure la canzone benefica “Maremoto a Portocervo” in cui il comico interpreta tutti i cantanti che partecipano all’iniziativa a parte Albano che compare in video per il ritornello. Checco è quasi arrivato al capolinea nonostante la presenza incombente della sua fidanzata vestita da sposa che riesce a fine spettacolo, a strappargli la promessa di matrimonio. Ma prima del grande passo, l’artista regala al suo pubblico alcuni successi come “Se(gh)re Nere” di Ferro, la canzone di Jovanotti dedicata alla figlia, la “Taranta”, “Giuliano” e il successo “Angela” cantata tra il pubblico insieme ai bambini. “Viva il Sud, viva la Terronia” – urla Checco dal palco che, visibilmente emozionato, se ne va portando con sé il calore del suo Sud.







