di Grazia Candido – “Nessuno avrà un trattamento diverso dall’altro. É solo questione di tempo, passo dopo passo, arriveremo a tutto. Le cose possono cambiare”. Per il procuratore Capo della Repubblica Federico Cafiero De Raho è davvero possibile sradicare il seme malato di questa terra, la ‘ndrangheta, e, presso il Comando provinciale dei carabinieri, questa mattina, dopo essersi complimentato con il Corpo per l’operazione “Ecosistema” della Dda di Reggio Calabria che ha portato all’arresto in carcere di 18 persone e 4 colpite da un provvedimento di obbligo di dimora, ha delineato il forte legame esistente tra imprenditoria, politica e criminalità organizzata.
“E’ un’indagine significativa che si é concentrata sull’imprenditore Azzarà, espressione della cosca di Melito Porto Salvo, che opera nei rifiuti e la cui società ha acquisito numerosi appalti – spiega De Raho – Nelle indagini, si evidenzia che l’imprenditore si muoveva su uno scenario abbastanza ampio: non solo a Melito ma su tutta la Jonica. Insieme ad Azzarà, sono coinvolti altri soggetti legati ad ambienti dell’imprenditoria, della politica e della ‘ndrangheta con le cosche Iamonte e Paviglianiti. Inoltre, dalle numerose intercettazioni ambientali abbiamo potuto riscontrare che Azzarà e Ciccone sono due imprenditori che hanno interessi comuni e numerosi sono gli appalti che acquisiscono nel tempo. In ogni procedura – continua il procuratore capo – vengono violati i principi cardini del rispetto, del lavoro e dei diritti dei cittadini. Ma quel che sorprende di più é come si possa sopportare la condotta violenta da parte di questi soggetti verso terzi. La modalità operativa per acquisire gli appalti è in primis la corruzione seguita dall’intimidazione”.
Il procuratore mette in evidenza il modus operandi della ‘ndrangheta che “utilizza normalmente per il rispetto apparente che ha nei confronti delle istituzioni, il metodo della corruzione. Le istituzioni – aggiunge De Raho – le ha ritenute sempre come un soggetto che poteva essere addomesticato e anche in questo caso per gli appalti, abbiamo un primo livello di corruzione seguito poi da atti di violenza. Da qui, lo stretto legame tra amministratori e criminalità organizzata. Sindaci, vice sindaci o assessori hanno operato un accordo collusivo e ricorrendo a somme urgenti o inserendo nel bando clausole ad hoc, hanno poi affidato all’Ased srl di Azzarrà i servizi di igiene ambientale”.
Il Colonnello Giancarlo Scafuri mette in evidenza le unità coinvolte in questa operazione, “circa 100 carabinieri che hanno portato avanti un’indagine tecnica molto difficile, iniziata nel 2013 e supportata da dichiarazioni importanti di collaboratori di giustizia oltre che da intercettazioni audio e video e si allaccia alle due precedenti operazioni “Ada-Sipario” e “Ultima Spiaggia”.
Ma è il Tenente Colonnello Alessandro Mucci Comandante Nucleo investigativo ad analizzare sinteticamente “il rapporto a tre tra pubblici amministratori, imprenditoria e uomini della’ ndrangheta. Un rapporto circolare in cui la ‘ndrangheta rafforza il suo potere sul territorio”.






