Riceviamo e pubblichiamo:
La notizia, che non è una notizia, ma semplice constatazione dei fatti, dà fastidio a qualcuno.
In seguito all’informazione, data da un giornale on line, dell’ingresso di alcuni giovani migranti di Casa Anawim in alcuni gruppi scout della nostra Zona, la pagina Facebook del giornale ha ospitato gravi insulti razzisti e considerazioni offensive nei confronti dei ragazzi che hanno scelto di scoprire il grande gioco dello scoutismo.
Le considerazioni di chi odia e disprezza umiliano tutti gli esseri umani e ci chiamano, in quanto capi scout, ad investire ancora di più il nostro tempo e le nostre energie nell’educare, attraverso il metodo scout.
Il nostro è un servizio di parte: dalla parte degli esclusi, sempre. Senza distinzione di nazionalità, cultura o religione.
Esclusi sono, probabilmente, anche coloro che odiano e disprezzano; ma è importante in questo momento non cedere alla tentazione della guerra fra poveri. Chiunque bussi alle nostre sedi, qualunque sia il colore della sua pelle, troverà la porta aperta , tanto più colui che vive nelle difficoltà; delle quali ci si fa carico provvedendo, ad esempio, ma non solo, a fornire tutto ciò che occorre per partecipare alle attività .
Il metodo scout è pedagogia integrale, strada verso la felicità che si fonda su un assunto semplicissimo: procurare la felicità al prossimo. ” Siamo di uno stesso sangue, sorellina e fratellino, tu ed io”: il motto dei piccoli scout orienta tutto il nostro percorso educativo.
In questo tempo di muri, noi siamo chiamati, sempre più, a costruire ponti. I nostri ponti poggiano le fondamenta dentro al Patto Associativo, il documento che racconta l’identità dell’Agesci. In esso si specifica che il confronto interreligioso è per noi una ricchezza, che la nostra azione educativa è particolarmente rivolta a contesti di marginalità ed esclusione; che ci impegniamo a contrastare ogni forma di ingiustizia e ineguaglianza; che l’Agesci è antifascista.
Per questo non accetteremo mai alcuna forma di violenza, palese o occulta, dei più forti sui più deboli. Lo scautismo è dei più deboli e per i più deboli.
Per questo continueremo a impegnarci in questo territorio attraverso il servizio educativo, per questo continueremo a prestare servizio di assistenza agli sbarchi o dovunque saremo chiamati a stare dalla parte degli ultimi, per questo continueremo a tenere le nostre sedi aperte al mondo che cambia e a costruire legami di fratellanza e di pace, per questo siamo impegnati a dare, per quanto possibile, risposte concrete alle ferite sociali del nostro tempo.
AGESCI – ZONA “FATA MORGANA”
Reggio Calabria






