Riceviamo da un lettore e pubblichiamo:
Mando quanto sotto con la speranza che possa dar voce a quanti la pensano come me .
Mi associo al pensiero di qualche lettore/cittadino reggino attento che come me ha notato tutta una serie di inadeguatezze sulla ristrutturazione del Corso Garibaldi, già oltre un anno fa ebbi a segnalare le mie osservazioni sia alla segreteria del Sindaco sia a qualche giornale ma ,ovviamente, mai ricevuto risposta ne’ pubblicato nulla
Ovviamente non mi giunge nuova la certezza che l ‘informazione sia asservita e la politica autoreferenziale e lontana dal confronto coi cittadini.
Riassumendo le segnalazioni volevano evidenziare una serie di criticità ,ovviamente sotto il mio punto di vista, ma molte cose oggettive che ripropongo con qualche aggiornamento e non certo in meglio, e sono :
-cattiva qualità,
-cattiva scelta architettonica,
-inadempienze delle più basilari norme di sicurezza durante l’ esecuzione del lavoro,
-la mancanza assoluta di programmazione del lavoro con obiettivi e date di consegna lavori,
– tempi di realizzazione ingiustificatamente lunghi ( almeno 10 volte)
-nessun controllo vero ed efficace,
Infine :
-l’ orribile scelta di riutilizzare le vecchie basole . Un obbrobrio che solo a Reggio Calabria poteva accadere .
Chi ha consentito tutto ciò? E soprattutto perché?
Non mi vengano a dire che dietro cè stata la volontà di salvare delle basole di valore, quando è sotto gli occhi di tutti che valore non ne hanno affatto.
Erano già di terza categoria quando sono state posate ( rifilate probabilmente da qualcuno che già ne aveva interesse) figuriamoci dopo l’ incuria e l’ abbandono a cui sono state sottoposte prima di essere seppellite dal catrame.
Ora come risultato ,a fine lavori, se mai avranno fine ,avremo una schifezza da fare accapponare la pelle.
Ovviamente tutto a spese dei cittadini.
A seguire quanto avevo segnalato molto tempo fa .
A)( nel Giugno 2015) alla redazione di qualche giornale dopo non aver ottenuto nessuna risposta da parte della segreteria del Sindaco :
Credo sarebbe utile far notare :
-quanto sotto esposto (anche se ci sono opinioni personali altre osservazioni sono oggettive)
– l’impossibilità del cittadino di rapportarsi con le istituzioni non cè nessuna possibilità di confronto.
Spero che almeno la Gazzetta riporti le mie domande all’amministrazione e che qualcuno faccia qualcosa per dare un segno di civiltà a questa città dove pare che l’illegalità sia la normalità.
Saluti.
1)In generale è sotto gli occhi di tutti come gli operai adibiti ai lavori non facciano uso dei DPI (dispositivi di sicurezza individuali ) che consistono in:
Casco,occhiali, indumento alta visibilità,e scarpe antinfortunistiche + eventuali dispositivi speciali .
Chi vigila su queste trasgressioni??
Mi pare che :
-In caso di violazioni alle norme sull’igiene e sicurezza del lavoro rilevate in attività esercitate dal comune, , «datore di lavoro»( il sindaco, il dirigente o il funzionario ) ne rimangano direttamente coinvolti.
– in ogni caso gli infortuni sul lavoro le pagano la collettività .
2)E’ altrettanto palese come i sistemi (reti) di delimitazione del cantiere siano alquanto insufficienti a garantire l ‘incolumità del cittadino infatti di norma devono essere : continue ,illuminati ad intermettenza,,non creare intralci ,visibili, sufficientemente rigide , non presentare spigolosità taglienti , ecc… Assurdo vedere circolari i mezzi di cantiere incuranti ed in mezzo alla folla ,oltretutto coi segnali luminosi e sonori spenti (direi guasti). >
3) E’ sorprendente come la parte del corso consegnata al transito dei cittadini e considerata “completa ” sia di fattura “Scadente” da far accapponare la pelle.
Mi chiedo come mai :
-non vengono sigillate le “fughe” ( lo spazio tra una “basola” e l’altra) questa mancanza determinerà il progressivo distacco delle “basole” dovuto alle sollecitazioni continue in particolare orizzontali che si verificano specialmente in caso di transito con mezzi.
-non vengono curati gli allineamenti e i livellamenti tra un elemento e l’altro . >
Ma chi controlla la qualità del manufatto??
4) Mi piacerebbe sapere quale “studioso” abbia inserito nel progetto quelle specie di “caditoie” (le ” basole” sagomate a canaletta verso i tombini).
Provi lo “studioso” a percorrere , camminandoci sopra , (nei tratti già finiti ) queste ” caditoie” che si svilupperanno in tutta la lunghezza del corso su ben 2 lati.
Si inciampa se non si guarda bene dove si mettono i piedi.
Immagini lo “studioso” quando ci sarà la folla tipica dello ” struscio Reggino ” quante bestemmie ed incidenti magari dovuti a tacchi e ” tacchini”.
In ogni caso posso assicurare che non serve quel tipo di ” caditoia curva” per convogliare l’acqua nei tombini .
L’acqua scorre anche sul piano, oltretutto ci sono previste gia’ 4 pendenze verso i tombini.
5) Critico aspramente la scelta di lasciare ancora nella piazza Duomo quegli alberi ( che sono stati per anni allocamento di piccioni scacazzanti che quindi continueranno) le cui radici invasive sembra si divertano a distruggere e capovolgere le pavimentazioni. Tra qualche anno rifaremo la pavimentazione ovviamente a spese dei cittadini.
Oltretutto crescendo ostacoleranno la vista delle prospettive dei palazzi e portici della piazza.
Critico la scelta della pavimentazione martellata da periferia. Un pò di eleganza non guasterebbe
6) Mi chiedo come mai a nessuno è venuto in mente di creare un tunnel per abbassare la strada che passa davanti al Duomo.
Basterebbe il tratto giusto largo quanto la facciata del Duomo.
Non servirebbe nemmeno andare molto in profondità , infatti si potrebbe fare avanzare il sagrato del Duomo oltre la larghezza della strada portando la scalinata fin sulla piazza .
Sotto si potrebbe creare il tunnel. E finalmente il Duomo sarebbe parte integrante della piazza .
Già’ immagino questa mia email cestinata o nel migliore dei casi ignorata.
Ma sogno anche una politica finalmente che ascolti e che non sia sorda e sganciata da ogni realtà, una politica che metta al centro i bisogni dei cittadini e non i bisogni di se stessa e quantomeno mi sono ” sfogato con la tastiera che è costretta a raccogliere le osservazioni.






