Riceviamo e pubblichiamo – “Mentre il sindaco Falcomatà si appresta ad annunciare la posa dei nuovi lampioni in stile liberty sul Corso Garibaldi, i cittadini si domandano se questa Amministrazione stia dimostrando competenza nel campo dei lavori pubblici. Sia sotto il profilo della qualità delle opere (poche) consegnate alla città sia per quanto riguarda la gestione dei procedimenti. Un esempio su tutti è la vicenda del cantiere eterno del Corso Garibaldi, perchè se non si alza la voce e si denuncia l’inappropriatezza/inefficacia dei vincoli imposti dalla Sovrintendenza con l’uso ‘forzato’ delle vecchie basole in pietra lavica, sarà un disastro annunciato, in cui tutti sanno e vedono ma nessuno interviene. Il risultato finale lo si può già immaginare dalla posa attuale. Un’emerita ‘schifezza’, la pavimentazione rattoppata, disomogenea, oscillante e piena di difetti, dà il voltastomaco. La salvaguardia storica non può compromettere i valori estetici e funzionali di un opera pubblica. Che senso ha? A cosa servono le belle luci se poi l’opera finale sarà orrenda? L’Amministrazione Falcomatà intervenga subito perché non possiamo permetterci accanto al ‘più bel chilometro’..il ‘più orrendo Corso d’Italia‘”.
F. D’Amato





