“Per il parroco di Platì Giuseppe Barbaro era
accusato ‘soltanto’ di associazione mafiosa. Nulla di grave. Nessun
omicidio. Siamo davanti al delirio di un sacerdote che non sa ciò che
dice”. Lo afferma in una nota il segretario generale regionale del Coisp
(Sindacato indipendente di polizia), Giuseppe Brugnano, dopo un’intervista
rilasciata da don Giuseppe Svanera ai microfoni del Tgr Calabria.
“Da quando il sacerdote ha criticato la scelta del questore di vietare i
funerali pubblici per Barbaro – aggiunge Brugnano – abbiamo seguito con
attenzione l’evolversi della vicenda, credendo si trattasse della
riflessione di un prete per sola pietas cristiana. Ma a questo punto non è
più così. Don Svanera offende non solo le forze dell’ordine e la
magistratura, ma ci oltraggia anche come cristiani e come credenti
esprimendo parole rese ancora più gravi dal suo ruolo e dal fatto che non
possono in alcun modo rappresentare la Chiesa. Soprattutto in Calabria –
ha sottolineato il Coisp – c’è bisogno di una Chiesa impegnata ed in prima
linea nella lotta alla ‘ndrangheta, partendo dalla testimonianza di Papa
Francesco che nella nostra terra ha lanciato una scomunica per i mafiosi”.
Per questo, Brugnano si è rivolto alla Chiesa stessa: “Questo sacerdote
deve essere scomunicato, deve perdere la toga che veste senza alcuna
dignità, perché non immagina nemmeno quanto le sue folli tesi possano
incidere nel tessuto sociale di una comunità e tra le menti contorte dei
mafiosi. Le leggi sono fatte per essere rispettate, compresa la
disposizione del questore di Reggio Calabria, a cui va tutta la nostra
stima, e che ha lavorato rispetto alle informazioni in possesso della
Questura che, di certo, non possono e non devono essere sindacate da un
parroco che – ha concluso Brugnano – sembra avere perso la via della
ragione e della fede”. (AGI)






