di Grazia Candido –
Dopo la manifestazione promossa dalla Regione contro la violenza sulle donne, nel pomeriggio di oggi, in Prefettura, una delegazione della Commissione parlamentare Antimafia, guidata dalla Presidente Rosy Bindi ha approfondito alla presenza del questore Raffaele Grassi, dai comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza, dal Capo centro Dia e con i magistrati della Procura della Repubblica, della Procura presso il Tribunale per i minorenni e del Tribunale per i minorenni del capoluogo, le problematiche relative al rapporto tra ‘ndrangheta, minori e donne. Al Palazzo del Governo, il Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari ha evidenziato che “su ogni vicenda bisogna avere una lente di ingrandimento per distinguere ciò che è positivo dal negativo e che le indagini fatte a Melito Porto Salvo sulla violenza della tredicenne sottoposta per un lungo periodo a violenze sessuali di gruppo, hanno dimostrato il forte impegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Una violenza tale è inimmaginabile in un contesto umano ed è necessario adottare misure di prevenzione con controlli su tutto il territorio. Staremo vicini alla ragazza – promette Di Bari – attraverso una serie di azioni riservate perché ciò non accada ad altre bambine”.
Torna sulla manifestazione nazionale “La Calabria contro la violenza sulle donne”, promossa dalla Regione Calabria questa mattina, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi per la quale è stata “un’ottima occasione di riflessione per gli studenti, per tutta la Calabria dove è stata approfondita la vicenda della ragazza di Melito ma anche il problema dei minori e della violenza alle donne”.
“A quella bambina di Melito Porto Salvo sono stati deturpati i sogni e rubata la vita – continua la Bindi – e quella violenza è maturata in un contesto forte ‘ndranghetistico. Questa indagine è stata fatta con accuratezza dalla Procura e dai Carabinieri dimostrando alla comunità che c’è una buona vigilanza sul territorio. La giornata di oggi, rompe la solitudine della Calabria che è sempre stata una delle cause principali della forza della ‘ndrangheta. Durante la riunione è stato fatto presente anche il problema dei minori non accompagnati durante gli sbarchi e la Commissione antimafia si farà interprete di ciò per stare più vicino alla Calabria e fronteggiare il dramma dell’immigrazione”.
Secondo l’onorevole Vincenza Bruno Bossio sono due gli aspetti importanti evidenziati alla manifestazione odierna: “la mobilitazione di un Paese e l’attenzione delle istituzioni scese in Calabria a dare il loro sostegno”.
Per l’onorevole Celeste Costantino invece da non sottovalutare è “la grande solidarietà nei confronti di questa ragazza da parte di una comunità che ha partecipato, ha fatto sentire la sua voce e la notevole presenza non era per nulla una cosa scontata. Il confronto che abbiamo avuto con il Procuratore e le Forze dell’ordine non è stato solo utile per conoscere la pesantezza del fenomeno che, purtroppo, non è circoscritto, ci sono stati altri casi in Calabria come quello di Anna Maria Scarfò dove è stato perpetrato lo stupro con il silenzio del Paese e sicuramente, ce ne saranno altri che non conosciamo. Dobbiamo riflettere molto sugli strumenti che abbiamo per contrastare la criminalità – puntualizza la Costantino – e se si arriva a commissariare due o tre volte un Comune senza risolvere il problema evidentemente c’è qualcosa che non va”.
Ma qui è subito la Bindi ad incalzare: “Non stiamo mettendo in dubbio lo strumento dello scioglimento ma è evidente che dobbiamo mettere in atto anche altri provvedimenti più efficaci. La mafia, la ‘ndrangheta è così potente perché ha rapporti stretti con la politica. In questa Commissione stiamo lottando questo cancro ma occorre superare una mentalità che considera nemico lo Stato e amico il sistema mafioso. Oltre alle leggi e ai magistrati, ci vogliono tanti politici con la schiena dritta”.
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