di Anna Foti – C’è anche quello del calabrese Francesco Florimo tra i 27 mila autografi ancora custoditi presso l’istituzione musicale per eccellenza, quale il conservatorio di San Pietro a Majella (allora Regio Collegio di Musica) di cui fu direttore dal 1851, dopo essere stato allievo e poi archivista dal 1826. Quella è ancora la biblioteca musicale più importante al mondo con 300 mila libri a stampa, oltre 1000 periodici, centinaia di partiture, strumenti musicali rarissimi. Un ricco patrimonio al quale lo stesso Florimo contribuì con donazioni. L’attuale direttrice Elsa Evangelista ha mostrato proprio qualche giorno fa in anteprima una busta autografa contenente una rosa raccolta dal musicologo calabrese nel cimitero di Père Lachaise “Presa vicino alla tomba del mio caro Bellini, Parigi 23 settembre 1851”. Nacque nell’ottobre del 1800, nel borgo di San Giorgio Morgeto, in provincia di Reggio Calabria, Francesco Florimo, compositore, musicologo, storico, ricercatore, organizzatore culturale e celebre bibliotecario che a Napoli, dove morì 88 anni dopo, accolse il genio tedesco Richard Wagner. Amico del compositore di origini catanesi, Vincenzo Bellini, la sua vita si lasciò attraversare dal mito dell’amico e nel 1876 partecipò al trasferimento delle ceneri a Catania dal cimitero parigino del Père Lachaise. Il fatto fu poi fermato su carta con la pubblicazione dell’opuscolo “Traslazione delle ceneri di Vincenzo Bellini. Memorie ed impressioni”. Florimo fu allievo di Antonio Zingarelli, sotto la cui guida scrisse svariate cantate, e di Giacomo Tritto e operò in seno alle principali istituzioni culturali del tempo: nel 1841 fu nominato socio corrispondente nazionale della Regia Accademia di belle arti di Napoli , fu socio compositore onorario della Congregazione di Santa Cecilia in Roma e dal febbraio 1855 anche socio compositore onorario dell’Accademia filarmonica di Bologna. La poliedricità di Francesco Florimo ebbe modo di esprimersi in particolar modo con riferimento alle ricerche sulla tradizione musicale di Napoli sintetizzate nel 1869 nella monumentale “Scuola musicale di Napoli”, scandita nei due volumi del “Cenno storico sulla Scuola musicale di Napoli”, poi sviluppato nei quattro volumi “La scuola musicale di Napoli e i suoi conservatori”, pubblicati tra il 1880 e il 1882.






