Il Tribunale di Reggio Calabria sezione per le controversie del lavoro ha rigettato il ricorso presentato dal presidente della Giunta Regionale contro la Uil Fpl di Reggio Calabria, confermando integralmente il decreto opposto e contestualmente condannando, l’Ente Regionale al pagamento delle spese legali. Si chiude anche la seconda tappa della vicenda relativa alla travagliata e controversa elezione della Rappresentanza Sindacale Unitaria del Consiglio regionale della Calabria avvenuta nel 2015.
La segreteria provinciale Uil Fpl, in quell’occasione, si legge nella nota di Nuccio Azzarà, “preso atto della parzialità posta in essere dall’Amministrazione regionale segnatamente all’illegittima ingerenza nella composizione della commissione elettorale per la elezione della RSU, aveva, a suo tempo, proposto ricorso al Comitato dei Garanti che si era espresso dando ragione alla Uil ricorrente. Il giudizio del Comitato era però stato disatteso dal Consiglio Regionale. Questo ha costretto la Uil a proporre “ricorso al Tribunale del Lavoro, per vedere tutelate le proprie prerogative sindacali”. Il Giudice ha dato ragione alla Federazione Poteri Locali, qualificando antisindacale la condotta della Regione “…si è arbitrariamente e indebitamente ingerita nei rapporti interni…” “… antisindacalità che appare indiscutibile e tanto più grave quanto più incomprensibile e non giustificabile…”. Il giudice ha definito il ricorso del Consiglio Regionale infondato e lo ha rigettato, “confermando – aggiunge Azzarà – la condanna del presidente della Regione per comportamento antisindacale”.
A questo punto la Uil si chiede: “A chi si dovranno addebitare le spese dei due giudizi, visto che il giudice ha definito il comportamento dell’Amministrazione arbitrario e indebito? Che responsabilità ha la commissione elettorale che pur consapevole di dover interrompere le elezioni, ha proceduto comunque, facendo sostenere all’Amministrazione gli eventuali costi di un’altra tornata elettorale?
“Appare strano e contraddittorio – conclude Azzarà – che una Amministrazione Regionale che diuturnamente promuove conferenze e dibattiti celebranti la legalità e la trasparenza, dimentichi di dover essere esempio tangibile di tali valori, costringendo il Sindacato, che ancora crede nella tutela dei lavoratori, a dover lottare per l’affermazione di questi principi”.





