Prendete 300 chili di pasta, 250 chili di salsa di pomodoro, 25 chili di guanciale e 20 chili di formaggio e avrete gli ingredienti base per sfamare ben più di 600 persone con una Amatriciana gustosa ma soprattutto solidale. E’ stata una festa di sapori e valori quella condivisa ieri sera sul Corso Garibaldi nello spazio compreso tra palazzo San Giorgio e teatro Cilea trasformato per qualche ora in ristorante all’aperto. Complice il clima ritornato decisamente estivo dopo gli acquazzoni dei giorni precedenti, in tanti hanno voluto partecipare alla manifestazione gastronomica organizzata dall’amministrazione civica per mandare un aiuto concreto al Comune terremotato del Lazio che sulla scorta del suo piatto tipico, autentica icona culinaria italiana, ha bonariamente avviluppato di “spaghetti solidali” praticamente la nazione intera. E anche Reggio Calabria non è mancata alla staffetta civica unendo intelligenze e competenze seconde a nessuno. All’appello del Comune hanno risposto la Federazione Italiana Cuochi, l’Associazione Cuochi Reggini, i produttori del mercato della Terra Slow Food (versante dello Stretto di Villa San Giovanni) e diverse aziende private che hanno donato prodotti ulteriori come l’acqua o il vino. Alle 18 è iniziata la kermesse anche se il sugo è stato messo a bollire cinque ore prima nell’androne di palazzo San Giorgio trasformato in cucina stile liberty.
Durante le ore successive si sono susseguiti interventi e momenti conviviali. Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha sentito telefonicamente e in vivavoce il collega di Amatrice Sergio Pirozzi che ha ringraziato la città per l’iniziativa che ha dato un sostegno non solo economico ma di vicinanza fra le popolazioni: “queste manifestazioni ripetute mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano.
“Ha concluso il primo cittadino di Amatrice. Anche lo sport ha risposto fattivamente con l’intervento della Reggina 1914 (presidente, allenatore e giocatori) e della Viola Basket (gli “juniores”; la prima squadra era impegnata fuori sede), tutti in fila per gustarsi un piatto di spaghetti al sugo più buono del mondo.
Sulle prese di distanza della protezione civile regionale dall’eccesso di iniziative culinarie incontrollate che si sono moltiplicate in queste settimane (tre dall’evento catastrofico), anche l’assessore alla cultura Patrizia Nardi si è dichiarata d’accordo con gli opportuni distinguo: “gli eventi gestiti da pizzerie, ristoranti o club sono a rischio di speculazione. A Reggio i cuochi hanno aderito spontaneamente e sono venuti a cucinare sulla strada. Nessuno si è messo in evidenza con il proprio logo o il nome del proprio ristorante e inoltre abbiamo posto la massima attenzione a garantire la trasparenza di tutta l’operazione”.
I piatti si sono trasformati in denaro sonante e per i più che hanno lasciato offerte di 5 euro a testa per piatto e bicchiere, altri hanno fatto offerte ben più consistenti quantificate alla fine in 4770 euro (e 39 centesimi). I soldi raccolti e contati pubblicamente e direttamente sul posto alla fine della serata verranno consegnati al notaio Stefano Poeta, anche lui partecipante a titolo gratuito, che certificherà la somma raccolta prima che questa venga devoluta dal Comune secondo la procedura indicata dall’Anci.
Ma le iniziative non finiscono qui. Mentre i cuochi e i volontari raccoglievano il sugo rimasto nei grandi pentoloni (donato ad enti di assistenza del territorio), sempre l’assessore Nardi ha anticipato che lo staff del sindaco e il suo assessorato stanno lavorando a una tre giorni artistica al Cilea per un’ulteriore raccolta fondi a favore di progetti mirati in campo culturale che saranno indicati dai rappresentanti delle istituzioni del Centro Italia.







