Riceviamo e pubblichiamo – “Eppur si muove, avevamo pensato e c’eravamo detti, con colpevole ingenuità.
Avevamo pensato, nell’apprendere che la Ministra per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, sarebbe stata a Reggio Calabria venerdì 9 settembre, nell’ambito della Festa regionale del PD, per parlare della Riforma della Costituzione, che sarebbe stata finalmente l’occasione per tanti cittadini reggini di assistere ad un confronto pubblico propedeutico a quella che sarà certamente la campagna referendaria più importante della storia della nostra Repubblica.
Ci eravamo detti che, com’è nella tradizione delle Feste dell’Unità, gli organizzatori avrebbero collocato l’evento della presenza della Boschi al centro politico-culturale della kermesse reggina con l’intenzione legittima di attrarre centinaia e forse migliaia di cittadini di Reggio e provincia che in questo particolare fine settimana affluiranno verso il centro cittadino.
Così avrebbe potuto, e forse dovuto, essere se nelle intenzioni degli organizzatori della Festa fosse stato centrale l’obiettivo di offrire l’occasione di un serio e rigoroso approfondimento delle ragioni dei sostenitori e delle obiezioni degli oppositori nei riguardi del più consistente pacchetto di modifiche della nostra Carta Costituzionale che dal 1948 sia mai stato pensato e proposto.
Eravamo stati ingenui, pur avendo molti di noi esperienze ultra-ventennali.
Leggiamo ed apprendiamo che “tra gli appuntamenti più attesi” è previsto “l’arrivo del Ministro per le riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, che sarà intervistata dalla giornalista Maria Teresa Meli venerdì 9 settembre alle ore 21.00” ed il nostro pensiero corre dritto, con sgomento, alle famose interviste di Bruno Vespa quando Berlusconi firmava il contratto con gli italiani.
Ma forse oggi è ancora peggio: allora, infatti, si poteva pensare che Berlusconi rappresentasse il suo movimento ed il suo partito.
Oggi, invece, Renzi e la Boschi, in questo dissennato e rozzo progetto di scardinamento di alcuni dei valori fondanti della Costituzione, non rappresentano per intero neppure il loro partito, se è vero, com’è vero che persino le minoranze del PD, a Reggio come in numerose altre città, lamentano la mancanza di un confronto dialettico e di un vero e proprio “diritto di tribuna” all’interno degli stands di numerosi villaggi delle “Feste dell’Unità”.
Se volessimo assistere a dei confronti veri e dialettici, dovremmo trasferirci di un migliaio di chilometri e frequentare gli stands delle feste di Bologna ed in genere dell’Emilia.
Anche questo fa la differenza tra Reggio Calabria e Reggio Emilia.
Se però gli organizzatori calabresi avessero un auspicabile ripensamento sappiano che noi del “Comitato DEMOCRAZIA e Costituzione” di Reggio Calabria siamo e saremo pronti a partecipare a qualsiasi occasione di confronto serio ed approfondito sul tema delle modifiche alla Costituzione“.
Comitato Provinciale “Democrazia e costituzione”, di Reggio Calabria





