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Madonna della Consolazione: padre Giuseppe, la sua opera e la storia di un popolo tanto devoto

10 Settembre 2016
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
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quadro Madonna della Consolazione

Il giorno dedicato alla Madonna della Consolazione per i reggini è sacro. La storica processione del quadro della Santa Madre, che dall’Eremo, luogo storico dove è custodita l’Effige Benedetta di Maria, viene portato fino al Duomo, dove rimarrà fino a novembre, è seguita da centinaia di migliaia di fedeli che accorrono da ogni parte della provincia. La Vara che pesa circa 1200 kg è trasportata da più di 110 portatori seguiti da un’impressionante folla che accompagna la sacra Effigie, portata a spalla, nella sontuosa cornice, dal Santuario dell’Eremo alla Cattedrale.

“Io sono fortemente innamorato di questa Madonna” racconta così, con un pathos che arriva diritto al cuore, la sua vita al fianco della Madonna della Consolazione, Padre Giuseppe Sinopoli, custode dell’Eremo e custode del quadro, da 25 anni il depositario di una storia centenaria che lui, ha anche collezionato in “due terabyte tra documenti e fotografie”. Il suo tesoro fatto di memoria storica diretta e ricostruita nel corso di questo lungo periodo di privilegiato spettatore di un simbolo unico. discesa o opu uscita dalla basilica eremo Madonna della ConsolazioneDocumenti e fotografie che Padre Giuseppe ha raccolto in un libro di mille pagine, una storia che coinvolge tre scenari: la Madonna della Consolazione, i Frati Cappuccini e il popolo reggino. Un libro dai linguaggi diversi: quello della storia e della scienza; il linguaggio delle icone e dei volti; quello ecclesiale e popolare, ma anche della preghiera e del canto. Il linguaggio, infine, del silenzio.

“La presenza della Madonna nella mia vita – ha raccontato padre Giuseppe – è anche tangibilmente rappresentata da qualche segno divino che ho vissuto sulla mia pelle proprio in un momento difficile. Invocando il suo aiuto, tutto è andato bene e per chi ha fede, per chi è peccatore, questo è un segno di vicinanza”.

Il popolo reggino e la processione

Si rivivono, in questo commovente pellegrinaggio, i momenti più significativi della storia del popolo reggino, specie quelli meno felici (peste, terremoti, carestie, invasioni, tumulti, guerre, malattie…), durante i quali la Vergine Maria ha svolto un ruolo così premuroso e provvidenziale che il popolo reggino l’ha voluta eleggere sua Patrona e Protettrice.
uscita dalla basilica eremo Madonna della ConsolazioneQuel viso dolcissimo e teneramente materno della Vergine seduce ed incanta da sempre chiunque lo incontra, provocando emozioni indimenticabili.
Un incontro che perpetua questo coinvolgente, speciale e fruttuoso legame spirituale e umano, e che, sovente, allarga l’orizzonte dell’approfondimento e della ricerca, anche dal punto di vista storico, figurativo ed artistico, forse per un maggiore bisogno di appartenenza.
Specialisti, studiosi e semplici devoti si sono già cimentati in merito, scoprendo notizie interessanti e controverse e ipotizzandone altre da verificare.

Notizie storiche sul culto di Maria ss. della Consolazione a Reggio Calabria

Il culto della Madonna della Consolazione a Reggio, si fa risalire ad una famiglia genovese che tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì nella nostra città portandovi un’immagine di questa Madonna, alla quale era molto devoto.
Per custodire questo quadro, fu costruita una cappelletta sulla collina detta “La Botte”, e i terziari francescani ne ebbero la custodia (i terziari furono detti Romiti e da qui il nome di Eremo al luogo che accoglieva la cappella).
In seguito alla venuta dei Cappuccini a Reggio, la custodia del quadro fu affidata ad essi.
Nel 1547 il pittore reggino Niccolò Andrea Capriolo riprodusse, per incarico del nobile Camillo Diano, la primitiva immagine della Madonna, in un quadro di dimensioni notevolmente maggiori, e vi inserì le figure di S. Antonio e S. Francesco.
Il quadro originario venne trattenuto dalla famiglia Diano e di questo si persero le tracce in occasione del suo trasferimento a Malta.
Nel 1569 sorge la prima chiesa sulla collina dell’Eremo e il culto si diffonde.
Negli anni successivi tante calamità minacciano la popolazione: terremoti, assalti dei Turchi, pestilenze gravissime, ma Reggio è sempre salvaguardata per la protezione di Maria che viene invocata con tanta fede e che, nei momenti di maggior pericolo viene portata in città, facendola scendere dal suo Eremo.
Processione con Cardinale Portanova Madonna della ConsolazioneGià nel 1576 i Reggini avevano proclamato Maria della Consolazione patrona della città, nel 1752 se ne conferma solennemente il patrocinio.
Il terremoto del 1908 distrugge la chiesa dell’Eremo e il convento che, subito dopo, vengono ricostruiti in maniera provvisoria.
Solo nel 1965 viene inaugurato il nuovo santuario, fatto costruire da Mons. Giovanni Ferro.

Antiche tradizioni – Festeggiamenti civili e religiosi

La festa della Madonna della Consolazione ricorre la seconda domenica di settembre.
Nei tempi più antichi i festeggiamenti cominciavano col primo dei sette sabati precedenti la data stabilita.
Gran parte della popolazione si recava all’Eremo per onorare la Vergine nel suo santuario.
Nella mattinata la città era animata dal suono dei tamburi, mentre a sera era illuminata tutta da luci sospese ai balconi e da fuochi pirotecnici chiamati “palombelle”. Ciò avveniva anche per tutti i sabati successivi, fino a che si arrivava alla festa.
Venditori di giocattoli, di cappelli, di vasellame arrivavano da fuori e schieravano la loro merce nelle piazze e lungo i due lati del corso.
In particolare la piazza Vittorio Emanuele veniva occupata da questi venditori.
Ad una estremità del corso si poneva un grande dipinto, che la sera veniva illuminato, che mostrava alcuni dei più celebri prodigi della Madonna.
Il venerdì precedente il primo giorno della festa,il santuario diventava meta di una gran quantità di gente che da posti vicini e lontani arrivava cantando e suonando. Spesso al suono si univa la danza sul sagrato del Santuario.
Processione antica discesa o opu uscita dalla basilica eremo Madonna della ConsolazionePer tutta la notte era un continuo movimento: lucerne e fuochi di legna illuminavano i posti di vendita di bibite, frutta e altri cibi, mentre una gran folla di gente cantava, suonava, ballava.
All’interno del Santuario l’immagine di Maria era vegliata dai fedeli in preghiera, tra centinaia di ceri ardenti.
La mattina di sabato, tutta la gran folla accompagnava Maria che lasciava il suo Eremo per raggiungere la città.
Reggio accoglieva la sua patrona in un’atmosfera di gran festa: alle due estremità del corso si ponevano due archi di trionfo che venivano, la sera, illuminati ad olio (questi stavano ad indicare le due antiche porte della città: porta Mesa e porta S. Filippo).
Mentre gli strati sociali più modesti accompagnavano a piedi (a volte a piedi nudi, per grazia ricevuta) la Madonna, le classi nobili e ricche sfilavano sulle loro carrozze, che, per l’occasione, venivano infiorate mirabilmente.
Un’altra usanza particolare era la consegna della sacra Immagine, da parte dei cappuccini al clero reggino; questa avveniva alla fine della via Cardinale Portanova, alla presenza di un notaio che stipulava un vero e proprio atto di consegna.

Questo e molto altro è raccontato nell’immensa opera di padre Giuseppe. Il libro, ma non solo, la Madonna della Consolazione, la sua storia, il legame con il popolo reggino e centinaia di immagini sono racchiuse nel dettagliato sito internet dedicato proprio alla Madonna tanto cara a Reggio Calabria.

discesa Madonna della Consolazione

Tags: devozioneduomoEremomadonna della consolazionepadre Giuseppe SinopoliprocessionequadroREGGIO CALABRIAVara
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