“In questa Aula ci sono alcune pesanti assenze. Manca la città. Questa è la cosa più mortificante. Dove sono i cittadini? Le associazioni e le parti sociali? Sono silenti, non danno un contributo alla discussione. Siamo lenti nello schierarci dalla parte della legalità e del lavoro”.
Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà non nasconde la delusione per la scarsa partecipazione alla lunga seduta di oggi del Consiglio comunale aperto dedicato, principalmente, alla normativa relativa alle interdittive antimafia.
L’assise cittadina di palazzo San Giorgio ha comunque prodotto una mozione, approvata all’unanimità, con la quale il Consiglio comunale dichiara “la propria volontà di tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori le cui ditte sono state colpite da interdittive antimafia, nonché la continuità di opere, funzioni e servizi” e impegna il sindaco a incentivare “l’applicazione della prevista possibilità normativa, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi al fine di tutelare i livelli occupazionali e l’erogazione di servizi in favore della collettività”.
La mozione impegna il primo cittadino, inoltre, a trasmettere l’ordine del giorno e la relativa discussione in Consiglio al tavolo nazionale Anci e a chiedere al governo la possibilità di rivedere la normativa e di estendere l’applicazione della misura di straordinaria e temporanea gestione, al fine di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da interdittiva, anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge”.
La tutela dei posti di lavoro e la continuità aziendale per le imprese colpite da interdittiva antimafia. Sono le due “priorità” emerse dal dibattito, al quale hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni di categoria, gli imprenditori e i lavoratori.
Il primo intervento è stato quello del presidente di Confindustria di Reggio Andrea Cuzzocrea, il quale ha evidenziato quelli che, a suo avviso, sono gli effetti paradossali prodotti dalle interdittive sul territorio e sul suo tessuto economico e sociale: “Siamo favorevoli allo strumento, ma bisogna discutere sui suoi effetti sul territorio. Si tratta di difendere quel poco che rimane dell’economia del nostro territorio, senza perdere di vista la lotta alla criminalità organizzata”.
Cuzzocrea ha criticato lo strumento amministrativo che “nel tempo ha subito una evoluzione negativa”. Per il numero uno degli industriali reggini, “basta una frequentazione da parte dell’imprenditore con un soggetto ‘controindicato’ perché scatti questa misura. È altrettanto paradossale – ha aggiunto il presidente di Confindustria – che nel caso della misura drastica del sequestro venga garantita la continuità aziendale e la tutela dei posti di lavoro, mentre con l’interdittiva accade il contrario”.
Nel corso del suo intervento Cuzzocrea ha fornito alcuni dati, a sostegno della sua tesi: “Dal 2008 ad oggi sono stati registrati 250 ricorsi contro le interdittive e sono 400 le imprese colpite da interdittive nella provincia di Reggio Calabria. Non ci sono province che hanno un dato di questo genere”, ha spiegato Cuzzocrea.
Il presidente di Confindustria Reggio ha avanzato inoltre alcune proposte, indicando la necessità di “mettere nelle mani della magistratura” lo strumento dell’interdittiva: “Siano i giudici – ha spiegato Cuzzocrea – a decidere su una questione così importante per la vita delle imprese e dei lavoratori”.
Sul tema sono intervenuti in Aula anche il consigliere regionale e segretario provinciale del Partito democratico Sebi Romeo e il coordinatore regionale di Libera Mimmo Nasone. Il primo ha elogiato l’amministrazione comunale per aver dedicato la seduta del Consiglio ad una “questione difficile e scivolosa”. Secondo il capogruppo Pd a palazzo Campanella, “Falcomatà ha fatto bene a raccogliere questa preoccupazione, andando oltre le proprie responsabilità. E’ necessario – ha aggiunto Romeo – garantire i livelli occupazionali e la continuità dell’erogazione dei servizi, alcuni dei quali di fondamentale importanza. Occorre individuare la soluzione per salvaguardare il tessuto sociale ed economico della città, senza intralciare l’attività volta a contrastare la criminalità organizzata. Spesso i lavoratori – ha detto l’esponente Pd – sono penalizzati due volte: perdono il lavoro perché la ‘ndrangheta ha occupato illecitamente uno spazio economico. Reggio vive una fase delicatissima. Oggi può scrivere una pagina importante”.





