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Sigilli canile Campo Calabro (RC): la rettifica della presidente della Lndc a notizia Cfs

27 Agosto 2016
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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In seguito alla richiesta di rettifica pervenuta in redazione in nome e per conto di Rosa Maria Rogolino, Presidente della Lega Nazionale per la difesa del cane, in merito alla articolo pubblicato su Strill il giorno 26.08.2016 alle ore 13:24 con il titolo “Sequestrato canile dove 300 cani erano tenuti in terribili condizioni a Campo Calabro”, il cui contenuto è stato fedelmente estrapolato dalla nota del Corpo forestale dello Stato, pubblichiamo la rettifica pervenuta dall’Avvocato Roberto Giarmoleo :
“L’articolo in questione, che non reca alcuna sottoscrizione da parte del suo autore, sia per il suo contenuto che per il suo tenore si appalesa diffamatorio e denigratorio.
Diversamente, nel rispetto di una corretta informazione, si sarebbe potuto e dovuto attenere a riportare la notizia dell’avvenuto sequestro preventivo della struttura anche rappresentando le relative contestazioni, esercitando legittimamente il diritto di cronaca nel rispetto però dei soggetti coinvolti e dello stato ancora preliminare delle indagini. Invece, lo scritto di cui trattasi, oltre a riportare alcune circostanze non rispondenti al vero, come l’asserita presenza durante l’esecuzione del sequestro deqli agenti del NIRDA e del NIFAP (vi erano presenti solo 7 addetti tra Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato), contiene espressioni e valutazioni chiaramente caricate e amplificate in negativo rispetto alla realtà dei fatti, nonché circostanze, riportate nell’articolo come accertate, laddove tali non lo sono. Ciò evidentemente per far credere ai lettori che si sia in presenza di fatti già definitivamente appurati, allorquando invece trattasi di contestazioni sollevate a sostegno dell’esecuzione di una misura cautelare. In primis non può non balzare all’occhio di qualsiasi lettore la grave aggettivazione utilizzata nel titolo dell’articolo per descrivere con un tenore oltremodo tragico ed ingigantito gli aspetti della vicenda, ancora, si ribadisce, da accertarsi nelle sedi competenti. Difatti, viene descritta una condizione qualificandola così gravemente da andare ben oltre le accuse poste a sostegno del medesimo provvedimento di sequestro, utilizzando un aggettivo pesantissimo e d’effetto: “terribili”. Tale scelta da parte dell’ignoto “articolista” non può che essere giustificata solo da una volontà denigratoria nei confronti della Rosolino e della LNCD di Reggio finalizzata a voler colpire in negativo il pubblico dei lettori già dal titolo, consapevole dell’impatto che ne avrebbe avuto. Anche nel corpo dell’articolo, tuttavia si rinvengono espressioni amplificate ed ingrandite, si ripete, rispetto alle stesse contestazioni riportate nel provvedimento di sequestro. Espressioni come “numerosissime feci”(nondimeno con l’utilizzo improprio di un superlativo) sprigionava un olezzo nauseabondo”, “materiale di fortuna”, per i termini e le descrizioni utilizzate, vanno chiaramente aldilà del limite posto dalla cronaca, che deve essere raccontata in modo preciso e veritiero, ponendosi su un piano di pura arbitrarietà. Inoltre dalle terminologie ed espressioni usate, si vuol chiaramente far intendere al lettore, come detto, che le accuse alla base del disposto sequestro, siano appurate ed incontrovertibili, come se già fossero state definitivamente giudicate. A riprova di ciò, nello scritto si ritrovano termini quali “il sequestro è stato necessario” (valutazione propria ed arbitraria dell’articolista) o “riscontrato”. Questo, in dispregio dei principi di difesa e del contraddittorio, che anche nell’informazione vanno tutelati e rispettati, sfociando altrimenti in gogna e diffamazione.
Ed ancora, il passaggio dove si sostiene che l’eccessivo numero dei cani presenti determinava anche un continuo stato di stress dei cani che, in diverse circostanze sfociava in vere e proprie zuffe è assolutamente falso e frutto di una voluta distorsione delle contestazioni sollevate. Infatti nel provvedimento di sequestro le “zuffe” vengono solo evocate quali possibili pericoli(quindi neanche l’accusa parla di tale evento come accertato o riscontrato)delle condotte contestate dagli inquirenti. La Lega, nazionale per Ia difesa del cane sez. di Reggio Calabria e la sua Presidente, conosciuti da anni nel mondo del volontariato animalista, non possono accettare un così estremo denigratorio ed offensivo racconto di un accadimento che li riguarda direttamente”.

Tags: Lega Nazionale per la difesa del canepresidenterettifica
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