Pubbliredazionale – Una produzione di Amici della musica N.A. “Leggende di Calabria – Donna Canfora”. Testi e musiche di Fabrizio De Rossi Re. Venerdì 26 agosto, Lido Tahiti Tonnara di Palmi (RC).
Dopo il successo della prima, riproponiamo questa storia affascinante nei luoghi in cui si è svolta: lo Scoglio dell’Isola e la Spiaggia di Pietrenere a Palmi.
Farà da sfondo la torre di Taureana e luna piena per una serata indimenticabile.
Melologo su testi tratti dalla storia di Taureana di Donna Canfora
Il Programma
Introduzione: Primo Canto del mare (La notte)
Donna Canfora gentildonna ricchissima
I mercanti orientali a Pietrenere
L’arcolaio, il sogno e il presagio funesto
Intermezzo – Nenia:Intra l’uocchi arrussàti ‘i suonno
Acque cupe, quasi nere
Addio per sempre (Impara, o tiranno)
Finale : Il fantasma di Donna Canfora (un canto d’amore)
La storia
Lungo la strada che da Palmi conduce verso il mare, è ancora oggi visibile una poderosa torre di avvistamento, posta sul pianoro dell’antica città di Taureana per proteggere gli abitanti di quelle contrade dalle incursioni dei saraceni.
Vi sono molte torri lungo la costa calabrese, ma a questa si collega una commovente leggenda, tramandata oralmente e trascritta solo verso la metà dell’ottocento da alcuni autorevoli studiosi locali.
Recenti scavi archeologici hanno poi portato alla luce, accanto alla torre, i resti di un’antica città romana, con un poderoso rudere nella zona sacra, che gli abitanti del luogo hanno da sempre chiamato “il castello di Donna Canfora”.
Allora, forse, potrebbe esserci qualcosa di vero in questo racconto, come reale è l’incursione del famigerato sultano Farag Mohaddah che distrusse Taureana nel 951.
Ma la vera certezza è il legame forte dei palmesi con questa leggenda, che ha impedito che fosse dimenticata.
La storia che vi raccontiamo è quella di una donna bellissima ed innamorata, che sognava un amore eterno.
Un crudele destino l’aveva invece resa vedova giovanissima.
Donna Canfora, così si chiamava, abitava in un castello posto su un pianoro, dove viveva con una numerosa ed attiva comunità.
Era bella, dolce, generosa e si prendeva cura delle persone che ne avevano bisogno. Nel suo piccolo regno era perciò amatissima dai sudditi.
Questa storia è stata riscritta da Fabrizio De Rossi Re che ha composto ed esegue anche le musiche. Le poesie sono di Pablo Neruda, Willam Blake, Nazim Hikmet, Felice Badolati, Letterio Caruso Crisafulli e Jacopone da Todi.




