Una provocazione come è nel suo stile, questa l’opera dell’artista poliedrico Gabriele Talarico, nell’ambito della partecipazione agli spazi del del “box art” una riproposizione in chiave moderna della cultura del lavoro presente nel ‘900 nella città di Cosenza: 27 “scatole” che contengono l’arte in tutte le sue forme. Con questa idea è nato il famoso progetto “box art”, finalmente portato a termine dopo lunghi anni e che oggi mostra i suoi frutti.Cinque chilometri di strada in cui sono dislocati 27 box art situati su una passerella in legno; una struttura polifunzionale di 150 metri quadrati, pannelli fotovoltaici e sistema di sorveglianza; laboratori suddivisi per lotti e sviluppati su due livelli: al piano terra atelier ed esposizione, al primo piano laboratorio e servizi.I box art sono stati presentati a giugno e hanno ospitato i primi artisti di grande spessore nazionale e internazionale a luglio, durante la prima “Residenza artistica”. Il progetto, promosso dall’associazione culturale “I Martedì Critici” in collaborazione con il Comune e la Provincia di Cosenza, ha visto la realizzazione dal vivo delle opere d’arte, sia attraverso workshop organizzati dagli artisti stessi, sia assistendo a performance, sia infine attraverso una serie di dibattiti organizzati dal curatore Alberto Dambruoso (nonché storico dell’arte, professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, critico e curatore indipendente d’arte contemporanea a livello nazionale).Tornando al lavoro dell’artista Gabriele Talarico, abbiamo colto un elemento di novità, la riproposizione di un pensiero arcaico, frutto di un archetipo mentale tramandato: 3 scimmie classiche cioè: la nostra occidentalizzazione di nn vedo nn sento nn parlo che in verità significano nn sento il male nn vedo il male nn parlo del male,questo era il concetto iniziale orientale risalente agli imperatori giapponesi: Un opera come ci ha confermato lo stesso Gabriele Talarico che sarà ospitata nel futuro museo d arte contemporanea di Cosenza.
Non è facile comprendere le opere di Gabriele Talarico , perché lui è un artista che esce fuori dagli schemi tradizionali, di lui il critico Gianluca Marziani parla di pittura in negativo, nel senso che ha creato un linguaggio nuovo ricco di personalità nel suo modo di esprimere volti di bambini donne, l’inversione dell’immagine attraverso manipolazioni diventa un arte che mette in luce il suo mondo frutto di un nomadismo continuo dove entra in contatto con luoghi e persone.
Gabriele Talarico da attento ricercatore è arrivato prima degli altri a creare un nuovo stile che anche grazie ai suoi elementi di provocazione ( Madonna con il mitra) ha rotto definitivamente i concetti sacri, il suo percorso artistico è ricerca di elementi che possano creare nel visitatore rottura di concetti rigidi, l’arte è innovazione , lui lancia un nuovo messaggio: evoluzione del concetto creativo.





