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Memorie – Enzo Misefari, anima antifascista nella Calabria contadina

3 Agosto 2016
in Memorie, RUBRICHE
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Anna Foti – E’ nato nel settembre del 1899, tra quei viottoli, in questa stagione dell’anno più spesso illuminati, dell’antico borgo di Palizzi, oggi distinto con l’aggettivo superiore dalla Marina. Enzo Misefari, fu deputato del partito Comunista, intellettuale antifascista, sindacalista (nel gennaio del 1945 fu nominato segretario generale della CGIL reggina) e storico appassionato soprattutto alle vicende della sua terra ai tempi del regime e alle lotte contadine che lo precedettero; lotte alle quali partecipò al fianco dei contadini. Era fratello di Bruno, definito l’anarchico di Calabria, e di Ottavio, celebre calciatore reggino.
Protagonista indiscusso del socialismo del Mezzogiorno, Enzo Misefari fu eletto consigliere comunale a Reggio Calabria, poi consigliere provinciale nel collegio di Rosarno e deputato nella terza legislatura nel 1958. Gli anni successivi furono quelli dedicati all’organizzazione dei gruppi marxisti – leninisti in Italia, Strinse legami con Ludovico Geymonat e, allargando i suoi contatti, a Vicenza fondò il Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista).
Nel 1969, a causa di contrasti ideologici con il partito, acuiti da articoli pubblicati sul giornale del PCdI “Il Partito”, Misefari si dimise dal partito. Ritornato a Reggio Calabria si dedicò alla sua attività di storico e letterato e dove morì nel marzo del 1993.

Tra i fondatori e dirigenti dell’antifascismo clandestino in Calabria, Enzi Misefari fu componente del Comitato Direttivo Nazionale della CGIL, prestò servizio militare a Palermo e alla scuola ufficiali di Caserta, manifestando da subito la sua contrarietà alla guerra, imbevuto come era fin da giovanissimo di ideali socialisti. Ciò gli costò il confino a Lipari dove si dedicò alla storia del Regno di Napoli e degli altri regni dei Borboni nell’Europa e dove nel Dopoguerra fondò una sezione socialista e una «lega operaia».
Continuò a pagare per le sue idee e fu denunciato dalle autorità locali e nuovamente punito con il confino questa volta a Ponza, dove provocò un ammutinamento presto sedato. Il confino non riuscì ad isolare Misefari che segretamente inviò ai deputati socialisti una denuncia sulle condizioni dei confinati.
Presto iniziò a scrivere e fu redattore dell’ «Amico del popolo» fondato dal fratello Bruno con cui intraprese anche un progetto clandestino, poi naufragato.
Durante la sua militanza nel partito comunista, nel 1928 conobbe e divenne amico del poeta siciliano Salvatore Quasimodo, a Reggio Calabria per svolgere il lavoro di geometra presso il Genio Civile, con cui ebbe un fitto rapporto epistolare.
Dopo la morte del fratello Bruno, Enzo fondò il “Comitato di concentrazione antifascista” con Guglielmo Calarco (socialista) ed Eugenio Laface (comunista) e fu tra i nuovi fondatori, tra il 1936 e il 1943, del PCI che in provincia di Reggio Calabria ritornò in quegli anni clandestinamente fino alla nuova ufficiale rinascita con l’affidamento della segretaria provinciale al padre costituente Eugenio Musolino, anche lui reduce dal confino. Enzo Misefari fu l’unico ad essere processato per motivi politici nel periodo dell’occupazione alleata. La motivazione fu la seguente:”…on or about the 2nd day of january 1944 took part in a communist assembly at Bova Marina”.

Attività di Deputato (fonte:Wikipedia)
Proposte di Legge presentate, legislature.camera.it.
Interrogazioni con risposta scritta presentate, legislature.camera.it.
Attività legislativa in Assemblea, legislature.camera.it.
Attività legislativa in Commissione, legislature.camera.it.
Attività non legislativa in Assemblea, legislature.camera.it.
Attività non legislativa in Commissione e altri organi, legislature.camera.it.
Opere (fonte Wikipedia)
Enzo Misefari, La liberazione del Sud: con particolare riferimento alla Calabria, Pellegrini, 1992.
Enzo Misefari, L’uomo nuovo, Pellegrini, 1990.
Enzo Misefari, Bruno, biografia di un fratello, Zero in condotta, 1989.
Enzo Misefari, Il trasformismo molecolare nel Parlamento italiano, Pellegrini, 1989.
Enzo Misefari, Partigiani di Calabria, Pellegrini, 1988.
Enzo Misefari, Il socialismo in Calabria nel periodo giolittiano, Rubbettino, 1988.
Enzo Misefari, Sofo sereno, Teti, 1988.
Enzo Misefari, …e udrai amico il vento, Centro reggino di ricerche storiche, 1987.
Enzo Misefari, Sindacato e lotte per la terra in Calabria 1943-1945 : contributi per una storia sociale, Ediesse, 1986.
Enzo Misefari, Il socialismo in Calabria nel periodo giolittiano, Rubbettino, 1985.
Enzo Misefari, Alvaro politico: analisi di un comportamento, Rubbettino, 1981.
Enzo Misefari, L’avvento del fascismo in Calabria, Pellegrini, 1980.
Enzo Misefari, Il quadrumviro col frustino: Michele Bianchi, Lerici, 1977.
Enzo Misefari, Pasquino Crupi; Sharo Gambino; Eugenio Musolino, La repubblica rossa di Caulonia : una rivoluzione tradita?, Casa del libro, 1977.
Enzo Misefari, Storia sociale della Calabria : popolo, classi dominanti, forme di resistenza dagli inizi dell’età moderna al XIX secolo, Jaca Book, 1976.
Enzo Misefari, La Resistenza degli albanesi contro l’imperialismo fascista, Edizioni di cultura popolare, 1976.
Enzo Misefari, Le lotte contadine in Calabria nel periodo 1914-1922, Jaca Book, 1972.
Enzo Misefari, La violenza inutile, Casa del libro, 1970.
Enzo Misefari, Comunisti falsi e comunisti veri : lettera al compagno Care, SEIT, 1965.
Enzo Misefari, Per la lista Progresso, unitaria e popolare : discorso tenuto a Palmi Calabro la sera del 10/11/1963, Industria grafica meridionale, 1963.
Enzo Misefari, Acque, strade e ricostruzione edilizia nel quadro dello sviluppo economico del Mezzogiorno, Colombo, 1959.
Enzo Misefari, L’edilizia in provincia di Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908, in Ricerche di storia medioevale e moderna in Calabria, Tip. Lucio Speranza – Pubblicazione del Museo Civico di Reggio, 1938.

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