chiave umoristica e grottesca, una faida familiare nata per futili motivi e che ormai nessuno più ricorda. Una lunga serie di omicidi che si perde nel tempo, un automatismo che va avanti in modo spietato, acritico, sospinto dalla legge dell’onore, che impone la vendetta come morale familiare, fin quando il componente di una delle due famiglie, cieco dalla nascita, e per questo dispensato dall’obbligo di uccidere, cerca di far luce sui motivi per cui nacque la terribile ‘tradizione’.
La regia dello spettacolo è di Paco Mauriello, luci e fonica di Gennaro Dolce, costumi di Rita Zangari.




