MAFIA:INGROIA, SU CAPO STATO NEMMENO SILLABA IN PROCEDIMENTO
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 25 LUG – ”Non abbiamo leso le prerogative del Capo dello Stato. Su di lui non c’e’ scritta nemmeno una sillaba nel procedimento”. Cosi’ Antonio Ingroia e’ tornato sulla vicenda del conflitto
di attribuzione sollevato dal Quirinale con la Procura di Palermo. ”La Presidenza della Repubblica – ha aggiunto – ha ritenuto di sollevare il conflitto di attribuzione affidando il compito di giudicare alla Corte Costituzionale, ma io non credo sia la scelta piu’ giusta”. ”La vicenda – ha detto Ingroia – si e’ sviluppata attorno alla procedura da utilizzare per la distruzione delle intercettazioni irrilevanti. Nel caso in questione e’ indubbio che ovviamente il capo dello Stato non e’ intercettabile e non e’ mai stato intercettato. Ma nel corso di un’intercettazione dell’ex senatore Mancino ci siamo trovati casualmente di fronte ad una conversazione con il Capo dello Stato. In questi casi c’e’ chi sostiene che si deve procedere alla distruzione immediata. Ma ovviamente questo non e’ possibile perche’ la procedura e’ computerizzata. La Presidenza della Repubblica ha ritenuto che la distruzione deve avvenire senza metterne a conoscenza l’altra parte intercettata che potrebbe avere interesse in merito. Tra l’altro c’e’ un precedente simile che risale al ’97 quando venne intercettato il Presidente della Repubblica Scalfaro nell’ambito di un’inchiesta sulla Banca Popolare di Novara. In quel caso la Procura di Milano deposito’ agli atti l’intercettazione. Nel nostro caso l’intercettazione era irrilevante ai fini dell’inchiesta e non e’ stata nemmeno depositata agli atti”. (ANSA).




