
Umberto. Nella notte, durante un servizio di controllo del territorio, i carabinieri del gruppo di Ostia hanno arrestato due pericolosi latitanti appartenenti alla famiglia Bellocco, una storica ‘ndrina di Rosarno, una tra le più potenti della ‘ndrangheta, da sempre attiva nel narcotraffico, nelle estorsioni e nel controllo di tutte le attività commerciali e imprenditoriali nella Piana di Gioia Tauro. Si tratta di due cugini pluripregiudicati, il 28enne B.U. e il 23enne B.F., sui quali pendevano, nonostante la giovane età, sei provvedimenti dell`autorità giudiziaria calabrese (due ordini di esecuzione per la carcerazione e quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere), per gravi delitti contro il patrimonio. Intorno all`1.30, in via di Selva Nera, i carabinieri della compagnia Roma Cassia, impegnati in un servizio di prevenzione, hanno intimato l`alt ad un`auto con due giovani a bordo che, anziché rallentare, hanno accelerato tentando di investire i militari. Ne è nato così un rocambolesco inseguimento durato alcuni minuti e terminato con la cattura dei due calabresi, che si sono poi rivelati pericolosi latitanti. I due sono stati arrestati e portati nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell`autorità giudiziaria. La figura di primo piano della cosca Bellocco è lo zio paterno dei due latitanti arrestati dai carabinieri, il boss 75enne Umberto Bellocco, “assu mazzi (Asso di Bastoni)”, al momento detenuto in regime del 41 bis, catturato dai carabinieri nel 1993, quando era inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi.




