di Clara Varano – Dovrebbe cambiare la Calabria. Dovrebbe essere in grado di risollevare le sorti della regione dal profondo oscurantismo in cui versa da anni. Questo è il compito, grato o ingrato, del Piano sviluppo rurale 2014/2020, noto ai più come semplice Psr. Oltre un miliardo di euro destinati tutti ai comparti agricoli e agroalimentari che grazie a quei soldi potranno riprendere ad investire in un settore che, finalmente lo abbiamo capito a tutti i livelli, può veramente fare la differenza: l’agricoltura ed i suoi satelliti. Sempre però ovviamente, che quei fondi vengano: spesi bene, nei settori determinanti, non vengano intercettati dalla ‘ndrangheta e soprattutto creino occupazione. e il condizionale è d’obbligo, non per mancanza di fiducia nell’attuale classe amministratrice, quanto perché il passato fa storia e insegna.
E’ questo, in sostanza, che ha presentato oggi a Catanzaro, nella sede della cittadella regionale, il ministro alle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina insieme al presidente Mario Oliverio.
“L’agricoltura calabrese – ha dichiarato il ministro – è protagonista del lavoro che stiamo facendo a livello nazionale. Qualche difficoltà c’è, non dobbiamo negarlo. Siamo persone serie e quando ci sono difficoltà non facciamo finta di nulla. Ci sono delle grandi opportunità straordinarie per lo sviluppo delle attività agricole calabresi ed il Psr che presentiamo oggi è uno strumento formidabile per fare il passo di qualità”.
All’incontro erano presenti i rappresentanti regionali delle associazioni di categoria che nei discorsi introduttivi hanno parlato delle problematiche afferenti al territorio: la quasi totale assenza dell’export, l’eccessiva burocratizzazione e la poca promozione dei prodotti calabresi.
Al riguardo Martina ha sottolineato che “il Psr va inserito nello scenario di cambiamento verso il quale stiamo andando e che riguarda ogni aspetto evidenziato. Quando parliamo di imprese agricole, tuttavia, dobbiamo tenere in conto del confronto con il resto del mondo e di ciò che accade intorno a noi. Solo le imprese che mantenendo viva la tradizione innovandosi, riescono a confrontarsi con ciò che le circonda riusciranno a farcela. Nuovo, però, non significa che si parte da una pagina bianca, ma quello che c’è va collocato in uno scenario preciso. La Calabria deve avere l’ambizione di essere la Regione di riferimento nel dare priorità alle aree interne. Deve avere la leadership in questo trainando le altre regioni in quella direzione programmando passo passo il lavoro così come sta facendo perché le Regioni che non programmano non hanno significato”.
Salvaguardia delle specificità del territorio, tutela e promozione dei prodotti di base al centro del discorso del presidente Oliverio: “Bisogna partire dalla revisione della politica comunitaria per salvaguardare le specificità territoriali e il Psr, all’interno del patto per la Calabria punta proprio a questo. Abbiamo fatto una scelta chiara nell’utilizzo di quei fondi a sostegno prevalentemente del comparto agroalimentare. Si deve puntare in primo luogo sulle filiere dei prodotti di base attraverso strategie tese ad esprimere pienamente le nostre potenzialità”.
Oliverio torna anche sul ritardo nell’utilizzo dei fondi. “Certamente non succederà più quello che è successo in passato e che ha portato ad un ritardo enorme nell’utilizzo dei fondi cercando alla fine di recuperare il recuperabile all’ultima ora per evitare di perdere le risorse europee. Con questi soldi è possibile creare nuovi spazi e opportunità di lavoro. Il Mezzogiorno è stato rapinato e questo non accadrà più”.
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