LEGALITA’: A TABULARASA CONFRONTO AL FEMMINILE
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 22 LUG – Un confronto al femminile. A parlare a ”Tabularasa” sono state quattro donne, quattro affermate giornaliste che sono riuscite a superare la frontiera. Con
Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, ieri sera sul palco del contest, Valeria Palumbo, caporedattore centrale de ”L’Europeo”, Paola Emilia Cicerone giornalista scientifica, Sylvie Coyaud, giornalista e traduttrice e la reggina Manuela Iati’, ex corrispondente di Sky Tg 24. ”Voci che si mescolano – e’ scritto in una nota – e si ‘scontrano’ nel passaggio dalla frontiera dell’immaginario femminile a quello per la scienza sino ad arrivare alla frontiera del quotidiano”. ”Il confine – afferma Valeria Palumbo – e’ un concetto fermo mentre la frontiera e’ un concetto mobile. Accanto a questi due importanti astrazioni se ne aggiunge un’altra: la patria. Le donne non hanno confini, non hanno patria e questo e’ per loro un’opportunita’ per esplorare i mondi. Nel 1988, io sono stata discriminata in un quotidiano ma negli anni ’80 c’e’ stato un accesso di massa delle donne nelle facolta’, nei master, in ambiti lavorativi prima impenetrabili. Inizia ad arrivare quella l’onda lunga che permette alla donna di ricoprire qualsiasi ruolo. L’Italia, negli ultimi 20 anni, ha bruciato le tappe: ci sono molte donne che sono riuscite a realizzarsi sul lavoro ma i passi da fare sono ancora molti. La nuova frontiera e’ proprio qui: ma cambieremo solo quando il Sud decidera’ di cambiare veramente”. Secondo Sylvie Coyaud ”ci sono sempre state le donne matematiche, astronome finche’ ci sono stati grandi strumenti, quindi sino alla rivoluzione industriale. L’idea che le donne non erano interessate alle scienze era solo una falsita’, era un pensiero dell’uomo. Io non sono per le quote rose ma sono contraria per le 99 quote celeste. Ci sono ancora molti ostacoli da superare: oggi le donne Capo di laboratorio sono ancora l’8% e dopo una lunga bagarre, il Wwf ha avuto come presidente una donna”. Paola Emilia Cicerone si sofferma su storie di donne di frontiera, donne nell’immaginario e donne della societa’ che sono riuscite a ritagliarsi un posto nella societa’. ”Lady Oscar e’ una frattura forte: e’ una ragazza vestita di uomo che combatte come un uomo ma si innamora di uomini. Lei e’ stata una donna di frontiera cosi’ come Susie Orbach che spiega ad odiare il nostro corpo, considerandolo una sorta di infortunio da sanare con ogni mezzo, da un’industria che vende insoddisfazione e frustrazione. Le donne hanno esplorato i confini di sesso, di genere, di bellezza, di specie, di stile di vita. Basta con i modelli, va bene il tacco 12 o uscire senza tacco, va bene la minigonna o il velo se e’ una scelta ma quello che non va bene e’ il vincolo”. E chi ha davvero superato la ”frontiera del Sud” e’ l’ex giornalista di Sky Tg24 Manuela Iati’ che ribadisce la netta differenza tra uomo e donna e le difficolta’ che ha una donna giornalista rispetto ad un collega di sesso opposto. ”E’ molto piu’ difficile per una donna lavorare rispetto ad un uomo – ha detto – perche’ c’e’ un pregiudizio di fondo: si pensa che una donna bella non possa essere anche intelligenza. C’e’ il timore di essere guardate da un punto di vista fisico e non professionale ma nel momento in cui la donna riesce a dimostrare di saper fare bene il suo lavoro si sente piu’ libera e non nasconde piu’ una parte di se’, la sua femminilita’. Le donne sono piu’ competenti perche’ a parte la conoscenza mettono in pratica anche la loro sensibilita’. Ci sono ancora oggi delle differenze sostanziali e oggettive tra uomo e donna ma il miglior modo per far passare il messaggio e’ parlare di noi, di come siamo riuscite a realizzarci”. (ANSA).




