
di Josephine Condemi – “Le donne sono sempre state inserite in confini strettissimi, chiamati natura, onore etc” : così Valeria Palumbo, caporedattrice de L’Europeo e membro della Società
Italiana delle Storiche, a Tabularasa nella serata dedicata alle donne di frontiera. Quando il confine da recinto diventa possibilità di andare oltre? Paola Emilia Cicerone, giornalista scientifica, non ha dubbi: “Non c’è nessun motivo genetico per cui le donne debbono essere palpate e non viceversa, né credo esista un modello femminile unico. Basta coi modelli! Va bene tutto, purché sia una scelta! Gli interrogativi scomodi li pongono le donne, che hanno sempre esplorato territori di confine su argomenti come sesso, genere, bellezza, stile di vita, specie”… In maniera sottaciuta o manifesta: “il nome di Riyoko Ikeda forse non vi dice niente, ma è stata una delle prime disegnatrici manga a imporsi in un mondo per soli uomini. E’ suo il cartone animato di Lady Oscar che negli anni ’70 è stato uno scandalo” ha continuato Paola Emilia Cicerone. Da lì, nella discussione il passo all’habitus da indossare è breve: le relatrici spaziano dall’ermafroditismo al makeup maschile, dai cortocircuiti di genere dei secoli scorsi (“le donne non potevano cantare e quindi le parti femminili venivano fatte eseguire a tenori castrati. Non mancavano i casi di donne che si applicavano un pene finto per poter cantare” ha ricordato Palumbo) all’immaginario estetico in cui trionfano corpi dalle improbabili curve al posto giusto su strutture più che esili (“una Barbie se fosse vera non potrebbe stare in piedi” ha sottolineato Paola Emilia Cicerone). Sempre per indossare un habitus sociale accettato ma asfissiante: “ci sono sempre state matematiche, astronome” ha evidenziato Sylvie Coyaud, divulgatrice scientifica, “finché non sono state costruite le grandi strutture di ricerca, in cui le donne non potevano entrare perché non avevano il gabinetto apposito. Non a caso, Marie Curie faceva gli esperimenti in un capanno nel cortile di casa”. Le donne rispetto agli uomini ancora scontano una differenza di trattamento al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro: a volte hanno il timore di non essere guardate dal punto di vista professionale, e recuperano la femminilità man mano che acquistano fiducia in se stesse e in qualche modo sentono di avere già dimostrato qualcosa. Palumbo è però fiduciosa: “c’è stato un rapidissimo cambiamento in Italia negli ultimi vent’anni, che è collegabile all’accesso di massa a master e facoltà universitarie prima di esclusiva tradizione maschile: tra 10 anni si vedrà il risvolto politico di quest’onda lunga…” Il problema della “voce”, però, rimane: “quest’anno è il 50°anniversario del libro che ha fondato il movimento ambientalista nel mondo, ‘Primavera silenziosa’ di Rachel Carson, in cui si spiegavano gli effetti dei pesticidi sulla catena alimentare” ha evidenziato Coyaud “Tuttora, molti pensano che il padre del movimento sia Barry Commoner! Per non parlare di Jane Goodall, che studiando gli scimpanzé è stata la prima a notare un sistema di matriarcato…nessuno lo aveva visto! E quanti in economia sentono parlare del Nobel Elinor Ostrom e della sua allieva Ester Duflo?” Per smontare stereotipi, cambiare percezioni, ci vuole voce. Anzi, voci. Una voce che si è spenta è la corrispondenza dalla Calabria di Sky, una questione legata ai tagli che taglia, per l’appunto, fuori un territorio. L’informazione dalla Calabria è poca, ma questa è un’altra ferita in un territorio che evidentemente non è molto importante per l’Italia. La serata, dedicata a Francesca Alleruzzo (uccisa tra il 3 e il 4 marzo 2012 a Brescia insieme alla figlia Chiara dall’ex marito, ha lasciato tre figlie: Micaela, Arianna e Silvia, di 5, 7 e 9 anni, affidate allo zio materno e alla moglie- Bonifico IBAN IT16 P010 0503 2000 0000 0009 930, info www.icuoridifrancesca.org) si è conclusa con la straordinaria ed appassionante lettura scenica “Mia dea” di Francesca Romana Nascè dal Roma Fringe Festival, che ha tenuto, fino alla fine, il pubblico di Tabularasa inchiodato alle sedie di Torre Nervi.




