Si tratta di Vincenzo Ciciarello. È lui l’ex agente della squadra mobile di Cosenza finito oggi ai domiciliari insieme all’intermediario con la cosca Rango-Zingari, Enrico Francesco Costabile, con l’accusa concorso esterno in associazione mafiosa. Nei guai, indagati ma nom agli arresti, Nino Perticari, carabiniere in pensione e Fabrizio Bertelli. Tutti secondo la Dda di Catanzaro avrebbero svelato informazioni su indagini in corso aiutando le cosche. Il provvedimento cautelare è stato emessodal Gip della distrettuale antimafia di Catanzaro e rientra in una più ampia attività investigativa condotta dal Procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal Sostituto Pierpaolo Bruni, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri. L’arresto è stato eseguito dalla Squadra mobile della Questura di Cosenza e dal Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri.
Secondo la tesi degli inquirenti si sarebbe disarticolato un contesto di criminalità organizzata egemone nel capoluogo bruzio e nel suo hinterland, tanto che lo scorso 6 aprile 33 soggetti ritenuti appartenenti al cosiddetto clan degli Zingari, nell’ambito dell’inchiesta “Nuova Famiglia”, sono stati condannati – col rito abbreviato – a pene per ben 271 anni di reclusione mentre al presunto boss della cosca “Rango-Abruzzese”, Maurizio Rango, è stato invece inflitto l’ergastolo. In questo contesto sono stati acquisiti presunti rapporti collusivi tra appartenenti alle Forze dell’ordine e soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta.






