La DIA di Roma e Reggio Calabria e la Polizia di Stato di Reggio Calabria e di Palmi hanno dato esecuzione, ad un provvedimento di confisca beni emesso dalla Sezione M.P. del Tribunale di Reggio Calabria su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di Giuseppe Mattiani e del figlio Pasquale. La confisca è il risultato di due complesse e convergenti attività di indagine dirette e coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che si è avvalsa degli accertamenti del Centro Operativo DIA di Roma e delle risultanze investigative della Squadra Mobile di Reggio Calabria, del Commissariato di Palmi e della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria, che hanno consentito di dimostrare la contiguità di Giuseppe Mattiani alla cosca dei GALLICO, operante a Palmi (RC), nonché l’illecita acquisizione di un vasto patrimonio mobiliare ed immobiliare, in special modo nel settore turistico-alberghiero. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, l’aggiunto Gaetano Paci, il questore Raffaele Grassi e il Colonnello Gaetano Scillia della Dia di Reggio Calabria.
Nonostante i Mattiani non siano mai stati condannati per reati di ndrangheta i loro beni oggi sono stati confiscati. E proprio in questo particolare emerge tutta l’importanza e la straordinarietà del provvedimento odierno, come spiega il procuratore aggiunto Gaetano Paci. “Mattiani fin qui è stato condannato solo per raeti che possiamo definire “di mestiere” come truffe derivanti dal suo lavoro di imprenditore. Eppure la radiografia che di lui emerge dalle indagini, parla di un tipico esempio di economia criminale, lui è il paradigma dell’ imprenditore che progredisce economicamente e politicamente nel territorio della Piana, ma con proiezione romane, grazie al sostegno mafioso. Politica e storia personale sono un tutt’uno nel suo caso. Lo dice anche Giuseppe Gallico, ergastolano, patriarca dell’omonima cosca nelle intercettazioni. I Gallico, specifica ancora Paci, hanno ricevuto vantaggi da ruolo Mattiani per consolidare il loro potere su Palmi senza ricorrere necessariamente alle intimidazioni e ad approdare nella capitale con l’hotel Gianicolo. Imprenditoria, politica, affari e criminalità si fondono in un mix micidiale”.
Tutto ha inizio nei primi anni novanta, quando un semplice e modesto motel della periferia di Palmi, l’ “Hotel ARCOBALENO”, a Taureana di Palmi, si trasforma in una società dal capitale miliardario abilmente suddiviso tra i figli appena ventenni di Giuseppe Mattiani, in quote di circa 250 milioni di vecchie lire ciascuna.
La nuova società, alla fine degli anni novanta e poco prima del Giubileo del 2000, effettua un’importante operazione immobiliare, consistente nell’acquisto di un ex monastero sito in uno dei posti più belli della capitale, il colle Gianicolo, di proprietà di una congregazione religiosa, per trasformarlo in un lussuoso albergo : il “Grand Hotel GIANICOLO”.
Nei confronti di Giuseppe Mattiani il Tribunale Sez. M.P. di Reggio Calabria ha ritenuto sussistenti seri e concreti elementi per inquadrarlo nell’alveo dei soggetti portatori di una pericolosità sociale qualificata in quanto gravemente indiziato di appartenenza alla ‘ndrangheta. Sul versante patrimoniale sono state accertate rilevanti attività di reinvestimento di proventi non desumibili dai redditi dichiarati, e pertanto illeciti, provenienti anche da evasione fiscale. Nel corso dell’operazione si è provveduto alla confisca di:
- società “Hotel Residence Arcobaleno SAS”, con sede legale a Palmi, proprietaria di due alberghi ubicati uno a Roma (sotto insegna “GRAND HOTEL GIANICOLO” di categoria 4 Stelle Lusso provvisto di 48 camere più piscina e parcheggio interno) e l’altro a Palmi (sempre di categoria 4 stelle sotto insegna “HOTEL ARCOBALENO);
- società “ Coop. SRL Full Service”, con sede legale a Roma;
- 42 beni immobili ubicati tra Roma, Castiglione dei Pepoli (BO) e Palmi costituiti da fabbricati, terreni edificabili ed agricoli;
- rapporti bancari intrattenuti in due istituti di credito.
Oltre alla confisca di tali beni il Tribunale ha disposto altresì il sequestro e la contestuale confisca di un’altra società: la “Immobiliare P.M.S. SRL” con sede a Palmi e la sottoposizione di Giuseppe Mattiani Giuseppe alla sorveglianza speciale di P.S. per la durata di tre anni.
Il valore stimato dei beni in Confisca ammonta a circa 36 milioni di euro.
Marina Malara





