LEGALITA’: A TABULARASA UNA SERATA JAZZ CON PATRUNO-VILLARI
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 13 LUG – E’ finita con Lino Patruno che, dal palco, omaggiava il suo grande musicista americano, il trombettista Michael Supnick che celebrava i suoi 50 anni.
La serata dedicata alla storia del grande jazz nell’ambito della rassegna “Tabularasa”, a Reggio Calabria, ha registrato un vero e proprio boom di presenze ed ha seguito un percorso in qualche misura nuovo. Dal dibattito di apertura al concerto che ne è seguito si è respirato per oltre due ore aria di States, di atmosfere nate nei decenni, spesso sull’asse, fertilissimo, tra Sud Italia e Stati Uniti, New Orleans in particolare. Protagonisti assoluti del dibattito il jazzista compositore e polistrumentista di origini crotonesi Lino Patruno e lo storico Lucio Villari, anche lui nato a Bagnara Calabra. Un viaggio nelle sonorità d’oltreoceano per una serata a stelle e strisce che ha esaltato i tratti salienti della cultura musicale americana e jazzistica, in particolare. ”La storia del jazz americano – ha detto il musicista Lino Patruno in apertura di serata – è piena di musicisti emigrati di origini italiane, soprattutto calabresi e siciliani. E’ un patrimonio che va salvaguardato e valorizzato. Di certo in Italia non esiste questa consapevolezza. La Rai ad esempio se ne frega della cultura musicale. Preferisco di gran lunga guardare i video su YouTube”. Il musicista Lucio Villari ha poi evidenziato che ”il jazz è stato fondamentale per la storia americana e il contributo degli oriundi italiani è stato determinante. Il jazz americano ha la forza di dare un senso ed un rimo alla vita, valorizzando le più diverse influenze musicali e culturali. Un concetto che gli americani hanno sempre rispettato, costruendo la propria identità sull’accoglienza di etnie e contributi culturali diversi”. Poi il concerto ha letteralmente stregato le centinaia di persone presenti toccando picchi di livello assoluto con le performance soliste di Patruno e Supnick, che ha chiuso la serata con una straordinaria interpretazione alla cornetta di ‘When the saints go marching in’.




