
L’intervento di Giuseppe Raffa dal palco di Tabularasa sul tema degli Enti locali e, segnatamente, della Città metropolitana, è stato appassionato e non privo di spigoli. L’improvvisa, anticipata (al 1° gennaio 2014) nascita delle Città
metropolitane e la conseguenze sparizione degli Enti provinciali di riferimento, all’inquilino di Palazzo Foti non va giù e lui, dal palco di piazza Italia non lo manda a dire: “Il problema non è” – ha subito chiarito Raffa – “se la Città metropolitana la fa Raffa o la fa Arena (che, a fianco a lui, condivideva ndr), ma il punto è ben più serio. La Città metropolitana” – ha scandito Raffa – “non si fa per decreto, con un tratto di penna. La Città metropolitana” – ha proseguito Raffa – “è una straordinaria chanche, opportunità di inserimento in un cisrcuito importante e che possa anche attingere a nuove risorse economiche, ma la sua impalcatura deve nascere da un percorso lungo, complesso. La Città metropolitana” – ha proseguito il Presidente della Provincia di Reggio Calabria entrando nel dettaglio – “deve rispondere a determinati standar, per molti dei quali non abbiamo idea. Ma come si può pensare alla Città metropolitana” – ha detto Raffa a mò di esempio – “se viviamo in un territorio caratterizzato dal 7% di raccolta differenziata, se per arrivare a Monasterace ci vogliono due ore e mezzo di auto. Tutto ciò” – ha concluso Raffa – “renderà vano il provvedimento normativo se non si riesce a imprimere un cambio di rotta e, voglio anche aggiungere” – ha concluso Raffa – “che se non saremo bravi a spiegare alla gente di cosa si tratta e che questo della Città metropolitana non è l’ennesimo orpello inventato dalla politica ma si può tradurre, nel tempo, in concreti vantaggi per la gente, non otterremo mai la coesione necessaria per superare individualismo e campanilismo”




