“E’ ragionevole pensare che la ‘ndrangheta stia alzando la testa per riaffermare il suo controllo del territorio dopo i duri colpi assestati dalle Forze dell’Ordine. Non è sbagliato ritenere questo. Dobbiamo essere più preoccupati quando essa è silente perché vuol dire che sta portando avanti i suoi traffici indisturbata, invece se alza la testa vuol dire che ha la febbre”. Con queste parole il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, conferma la tesi del Ministro Angelino Alfano in una recente visita in città. Per Grassi le ultime operazioni che hanno colpito le cosche De Stefano e Franco, la cattura del “Principe” Giovanni Maria De Stefano, l’aumento delle vittime di estorsione che denunciano, l’aumento esponenziale dei collaboratori di giustizia che solo nel 2015 sono passati da 13 a 36 e tanto altro ancora, hanno provocato la recrudescenza criminale degli ultimi mesi, intesa come reazione allo Stato.
“Molti organi di stampa hanno parlato di un ritorno della guerra di mafia. Ma non è così, sottolinea il Questore. Noi sappiamo bene come analizzare i fatti e possiamo dire che gli episodi di sangue a Gallina non si inseriscono in un contesto di guerra di mafia bensì si riferiscono ad un assestamento interno alla cosca dominante in quel territorio.
“Sotto il profilo preventivo la nostra azione è sotto gli occhi di tutti e per questo ringrazio il Prefetto e i comandanti di Carabinieri e Guardia di Finanza. Non è vero che “focus ‘ndrangheta” non serve a niente, è fondamentale. Stiamo assediando tre quartieri come Archi, Gallina e Pellaro, mai vista un’ operazione cosi rilevante e nessuno pensi che ci fermeremo. L’assedio durerà ancora per tanto e tanto tempo” ha concluso il Questore.
Marina Malara





