Riduzione e modernizzazione degli enti strumentali della Regione Calabria. Passa la legge sulla gestione liquidatoria dell’Arssa attraverso l’incardinamento in Arsac al cui direttore generale viene dato il compito di organizzare la gestione stralcio. La norma prevede che il patrimonio Arsac sia costituito da quello dell’Arssa ad esclusione dei beni che serviranno alla liquidazione. Insomma, una gestione economica separata. Gli acquedotti rurali saranno temporaneamente affidati ai consorzi di bonifica e tutto il personale transiterà in Arsac, trannequello delegato agli acquedotti che andrà ai consorzi di bonifica. L’aula approva con l’astensione di Flora Sculco che parla di operazioni che ‘sembrano’ muoversi sotto il segno della riforma ed invece potrebbero addirittura aggravare la situazione preesistente. I dubbi della Sculco sono stati condivisi, in Commissione, dall’Ufficio legislativo del Consiglio regionale. Nello specifico Sculco rileva che, così facendo, si abolisce l’ARSSA, ma non il suo stato passivo, che, invece, resta; con evidenti conseguenze e ripercussioni in termini di rischi di aggressione del patrimonio di ARSAC. “Qualsiasi creditore di ARSSA, secondo Sculco, potrà aggredire il patrimonio di ARSAC; eventuali plusvalenze derivanti dalle dismissioni rimarrebbero in capo all’ARSAC. E queste sono solo alcune delle criticità e dei rischi in cui certamente L’ARSAC potrebbe incorrere”.
Marina Malara





