Il voto dell’aula di Palazzo Campanella è positivo anche per la legge, d’iniziativa del consigliere Giuseppe Graziano illustrata da Franco Sergio, che disciplina la trasparenza politica ed amministrativa della Regione Calabria e dei suoi enti strumentali e sull’attività di rappresentanza di interessi particolari(c.d. lobbies). Per dirla in maniera più semplice, si tratta di una norma che mira a regolamentare la pressione delle lobbies sulle decisioni delle pubbliche istituzioni. La legge, secondo i relatori, incarna una visione nuova e particolarmente ampia, ancorata al sistema politico amministrativo che, allo stato, permea gli organi istituzionali della Regione. Essa individua, quale decisore pubblico oggetto della legge, non solo l’organo consiliare, le sue articolazioni ed i singoli consiglieri, ma anche gli organi amministrativi dell’ente, tanto di indirizzo (Giunta, Assessori, Sottosegretari) che di alta amministrazione (organi dirigenziali di vertice. “Mai più centri di interesse e di potere che possano creare sperequazioni tra i cittadini, tra chi produce economia e anche tra chi ha il delicato impegno, oggi, di rappresentare le Istituzioni, ha detto Graziano. Siamo la prima Regione in Italia ad applicare una norma essenziale che garantisce la concorrenza leale e produttiva e che potrà essere presa come modello dalle altre regioni e dal Governo centrale così da renderla ancora più efficace”. La legge introduce un registro pubblico nel quale dovranno essere iscritti i rappresentanti di interessi particolari, costituito da due sezioni, gestite rispettivamente dalla Presidenza della Giunta Regionale e dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale. In ogni caso, l’istituzione del registro avviene senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica e con l’utilizzazione delle risorse umane e strumentali a disposizione.
Marina Malara






