di Marina Malara – Dopo sei anni dalla prima istituzione del Registro Tumori nella regione, con delibera di Giunta regionale 289 del 25 marzo 2010, finalmente il consiglio regionale della Calabria approva la legge relativa. Viene istituito il registro come Coordinamento della rete dei tre registri sub regionali di Cosenza-Crotone, Catanzaro-Vibo Valentia e Reggio Calabria. Il tutto per assicurare la totale copertura della registrazione oncologica su tutto il territorio calabrese. Sono previste, altresì, le sub articolazioni di Vibo Valentia e Crotone, dotate di autonomia gestionale, i cui dati confluiscono nei Registri, rispettivamente, di Catanzaro e Cosenza. Il Centro di coordinamento regionale ha il compito di proporre soluzioni idonee al raggiungimento, in tempi brevi, dell’accreditamento all’Associazione italiana dei registri tumori (AIRTum) dei registri non ancora accreditati e di proporre opportuni studi per le valutazioni di merito dell’impatto del fenomeno cancro sull’ambiente. Ha il compito, inoltre, di proporre ogni idonea azione finalizzata al miglioramento della prevenzione, della diagnosi e della terapia della patologia oncologica nel territorio della Regione Calabria, in sinergia con la Commissione regionale oncologica. L’incarico di componente del Centro di coordinamento dei registri tumori è a titolo gratuito. Il centro di Coordinamento regionale avrà sede presso la Direzione strategica aziendale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. Il presidente della commissione Sanità Michele Mirabello ha spiegato come fino ad oggi l’unica Asp accreditata al Registro nazionale tumori sia quella di Catanzaro. Insoddisfatto del provvedimento il consigliere di opposizione Giuseppe Mangialavori, oncologo di professione, che ha presentato tre emendamenti, tutti bocciati. Domenico Bevacqua del Pd ha chiesto, nelle sue dichiarazioni di voto, l’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta sulla situazione ambientale e sulla prevenzione. A tale proposito, ha ricordato l’alta incidenza tumorale nella regione, con riferimento al Tirreno settentrionale dove, dopo l’arenamento delle navi dei veleni, si registra una incidenza 4 volte superiore alla media nazionale. Antonio Scalzo ha proposto, infine, la costituzione di una task force, in capo alla Presidenza della Giunta, che faccia da collegamento tra le istituzioni preposte allo studio ed alla lotta delle patologie oncologiche e delle loro cause, dirigendole dal punto di vista operativo.






