L’arresto dei fratelli Bruno, raccogliendo l’insieme dei dati investigativi, ricostruisce l’omicidio dei Vincenzo Torcasio riconoscendo la responsabilità di Gennaro Pulice quale killer, che si avvaleva della preziosa collaborazione di Gagliardi Bruno, che aveva studiato le abitudini della vittima pianificandone l’agguato e del fratello Alfredo, cui toccò il compito di fare da “specchietto” ai correi avvisandoli della presenza della vittima nel locale. L’omicidio di Torcasio Vincenzo fu l’ennesimo delitto che insanguinò Lamezia Terme e il suo circondario in quegli anni, elemento della strategia di sangue che le cosche federate Iannazzo e Cannizzari-Da Ponte stavano conducendo attraverso l’eliminazione dei componenti al vertice dell’avversa compagine dei Torcasio. La serie di omicidi programmata, nell’intenzione dei suoi ideatori doveva vendicare l’uccisione del vecchio capo cosca Cannizzaro Giuseppe cl. , ammazzato a Lamezia Terme nel 1998, della cui morte l’omonima famiglia di mafia riteneva colpevole il clan Torcasio. Il contesto criminale in cui era maturato l’omicidio del Torcasio Vincenzo costituiva quindi la prosecuzione di un programma criminoso che aveva avuto la sua massima espressione nell’uccisione di Nino Torcasio cl. 75 da parte di Francesco Cannizzaro cl. 78, risalente al marzo 2002 e nel contestuale tentativo di eliminare l’intera famiglia dei Torcasio posizionando una bomba occultata in un pacco regalo all’interno della propria abitazione.
L’ordinanza custodiale è stata notificata al Bruno Gagliardi presso il carcere di Terni mentre il fratello Alfredo è stato rintracciato presso la propria abitazione.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 odierne presso il Polifunzionale della Polizia di Stato, alla presenza dei Magistrati titolari dell’indagine.





