”La recente approvazione della Legge Urbanistica da parte del Consiglio Regionale della Calabria sta innescando una serie di polemiche che sanno di strumentalità dal momento che tutte le fazioni in campo, alla base, condividono la necessità di arrivare al consumo di suolo zero, al recupero del patrimonio esistente, elemento di recupero di aspetti paesaggistici, delle aree interne che consentirebbe di salvaguardare anche il territorio dal dissesto idrogeologico” è quanto dichiara il Segretario Generale CISL Calabria Paolo Tramonti.
”Bandiamo quindi la solita consolidata abitudine calabrese del colpo alternativamente dato alla botte e al cerchio e si approvi subito la proposta di legge sul consumo del suolo la numero 75/10^ che riprende la proposta di legge numero 470/9^ già definita e approvata in commissione della passata legislatura e sottoposta anche a coordinamento formale.
Chiediamo come CISL che questo avvenga da subito perché è il solo intervento strutturale che dimostra che si passa dalla politica degli annunci a quella degli interventi che hanno anche la capacità di responsabilizzare la popolazione per la costruzione di una cultura civica improntata al bene comune e al rispetto e alla salvaguardia dei “beni non rinnovabili”, sulla legge urbanistica si discuterà con i tempi e modi dovuti tenendo conto che nella programmazione dei fondi comunitari 2014 2020, anche su nostra iniziativa, si prevedono interventi per il recupero dei borghi di valore storico e paesaggistico e delle aree interne che hanno la capacità di preservare l’esistente e supportare anche il rilancio del settore.
Gli avvenimenti delle calamità naturali sempre più frequenti in Calabria rivela in modo evidente la drammaticità dello stato del territorio lasciato all’incuria, senza regole, nell’illegalità e alla merce di strumenti inidonei e quindi di una cementificazione speculativa e selvaggia che continua a provocare danni irreparabili, avvolte anche con la perdita di vite umane.
Dalla salvaguardia del territorio e dell’ambiente passa il futuro della Calabria e delle nuove future generazioni”.





