“In questi giorni – scrive Rinnovamento è Futuro – e soprattutto nelle ultime ore apprendo da articoli di giornale e da post sui social-network notizie inesatte e fuorvianti in merito alla vicenda delle elezioni studentesche dell’Unical. Spesso a scrivere sono giornalisti che non conoscono in maniera approfondita le vicende, ma pur di stare sul pezzo prendono informazioni “alla buona” senza verificare l’affidabilità delle fonti. Quasi sempre, però, a scrivere sono soggetti che conoscono molto bene i fatti, ma che intenzionalmente riportano le cose in maniera distorta secondo una visione strumentale ai propri fini elettorali.
Qualcuno potrebbe farmi rilevare che la politica è fatta anche di questi mezzucci, ma io credo che la correttezza alla lunga paghi sempre anche perché, come si suol dire, le bugie hanno le gambe corte!
Uno dei casi a cui mi riferisco è quello relativo all’impeccabile rappresentante degli studenti Antonio Acri, il quale si è rivolto al quotidiano “Iacchitè.it” per lamentare la mancata convocazione del Consiglio degli Studenti dimenticando, nel contempo, di riferire che su 16 riunioni del CDS è stato presente solo in 2 sedute e che vanta l’invidiabile record di ZERO proposte nell’arco dell’intero mandato. Su tale vicenda e sulla credibilità del personaggio non intendo soffermarmi oltre!
L’altro caso, a mio avviso un po’ più squallido, è quello che riguarda i membri della lista Unidea che, pervasi da un inspiegabile sentimento festoso per l’annunciato rinvio delle elezioni a Maggio, affidano a Facebook la propria euforia per la risposta del MIUR ai quesiti dell’Unical che sancisce l’incandidabilità di alcuni competitors (come se questo cambiasse qualcosa sull’esito delle consultazioni!), attribuendo alle liste avversarie un presunto comportamento illegittimo nella scelta dei propri candidati.
Nelle vesti di coordinatore della lista Rinnovamento è Futuro, alla luce di questa nuova campagna di disinformazione a cui Unidea ormai da tempo ci ha abituati, mi tocca ribadire che nella scelta dei nostri candidati, non fosse altro che per la serietà che ci ha sempre contraddistinto, ci siamo ispirati a principi di capacità, competenza e legittimazione sul campo, seguendo fedelmente i criteri definiti e più volte ribaditi dalla Commissione Elettorale Centrale che rappresenta la struttura di riferimento per i procedimenti elettorali dell’Ateneo.
L’obiettivo che ci siamo sempre posti è quello di continuare a dare agli studenti dell’Unical una rappresentanza degna di questo nome, scevra da ogni tipo di condizionamento e libera da ogni forma di sudditanza nei confronti di chi questa Università la governa. Una rappresentanza che sia prima di tutto coerente con quello che dice e quello che poi nella realtà fa.
Concetti questi ovviamente sconosciuti ai professionisti della macchina del fango!
Per quanto ci riguarda, al fine di fugare ogni dubbio, riporto in questa sede le motivazioni che ci hanno indotto a candidare Francesco Ferraro (persona messa sul banco degli imputati) nelle liste di RèF. Francesco è il Presidente di Università Futura, l’unica Associazione studentesca dell’Unical ad avere eletto il proprio presidente in una convention pubblica gremita di studenti (15 Marzo 2015 – University Club). Basterebbe solo questo, ma da parte mia è doveroso aggiungere che Francesco è soprattutto un ragazzo umile e sempre pronto a mettersi a disposizioni degli altri.
Volendo restare ai fatti invece, tengo a precisare ancora una volta che prima di procedere alla candidatura di Francesco Ferraro, abbiamo provveduto a chiedere alla Commissione Elettorale Centrale se lo stesso, rispetto ai regolamenti e alle leggi vigenti, fosse in possesso dei requisiti di candidabilità in specifica correlazione ad un passaggio di corso di laurea che egli ha effettuato quando era oltre il primo anno fuoricorso. Solo dopo la risposta affermativa della CEC abbiamo proceduto nel formalizzare la candidatura di Francesco al CdA dell’Unical.
Tale decisione, è stata sin da subito contestata e osteggiata dai leoni coordinatori della lista Unidea, i quali nel presentare formale ricorso avverso l’ammissione di Francesco Ferraro nelle liste elettorali, hanno chiesto anche al Rettore di rinviare le elezioni al mese di Maggio per motivi di economicità, così come risulta dalla loro nota.
In data 6 Novembre, dopo che la CEC ha vagliato le liste provvisorie, ammettendo Francesco Ferraro alla competizione elettorale senza alcuna riserva, il Rettore, probabilmente dietro “forti” pressioni e sicuramente spinto da “buoni” motivi, al fine di chiedere delucidazioni al MIUR in merito alla vicenda, ha deciso di sospendere le elezioni studentesche e di prorogare, contestualmente, il mandato dei rappresentanti in carica. La posizione di RèF sulla decisione del Rettore è cosa risaputa!
La cosa, invece, alquanto paradossale di questa vicenda, risiede nel fatto che a contestare la legittimità della decisione presa dalla CEC, risulta essere il sig. Antonio Verano, cioè quella stessa persona a cui la medesima Commissione, in coerenza con la decisione attuale, 3 anni prima ha attribuito l’elettorato passivo allo stesso, pur trovandosi in condizioni analoghe a quelle di Francesco Ferraro. In funzione di quella decisione il sig. Verano ha ricoperto in questi anni la carica di senatore accademico.
Stando a quanto asserito odiernamente dal MIUR e se il Rettore dovesse dar seguito al parere espresso dal Ministero, Francesco Ferraro risulterebbe non godere più dell’elettorato passivo, così come contestualmente illegittima risulterebbe l’elezione e dunque l’intero mandato del moralista senatore accademico Antonio Verano.
Io non vado oltre, anche perché i fatti a questo punto si commentano da soli, ma un’ultima cosa consentitemi di dirla: Chi predica giustizia e getta ombre sugli altri, quantomeno, dovrebbe essere il primo a non nascondere scheletri nell’armadio!
Agli amici di Unidea, pertanto, dopo tutte le maestose dichiarazioni sulla correttezza, lealtà e trasparenza chiedo per una volta un sussulto di dignità, invitandoli a rassegnare le proprie dimissioni, almeno quelle del senatore Verano, perchè il rispetto delle regole non può essere un concetto a corrente alternata, ma va applicato sempre e comunque…anche quando non conviene.
E’ una questione di credibilità, di dignità personale e di rispetto dell’intelligenza altrui!”.




