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Lamezia Terme (CZ) – Avvelenamento cani, Vescio: “Molte cose si eludono fingendo di non vederle”

19 Gennaio 2016
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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Aumentano i casi di avvelenamento di cani sia randagi che di proprietà. Sulla questione interviene Teresa Vescio, una delle responsabili del dipartimento ambiente e agricoltura di FDI. “Mentre in molti comuni d’Italia – scrive – si festeggiano gli animali il 17 gennaio, giorno in cui ricorre la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, continuano gli avvelenamenti in città, numerose sono le segnalazioni pervenute nelle ultime settimane. Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità. Quando maltrattamenti e uccisioni si verificano nei confronti degli animali, quando essi agonizzano per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli. Negli ultimi giorni si sono verificati altri due casi di avvelenamento di cani, uno in c/da Zupello, Sambiase (e da quanto si apprende nella stessa zona sono stati avvelenati precedentemente un cane e un gatto), e un altro in zona Nicastro, località Capizzaglie, addirittura all’interno di una proprietà privata, purtroppo nonostante l’intervento tempestivo della proprietaria non c’è stato nulla da fare per il povero pastore tedesco, morto per avvelenamento. Mi rivolgo al dirigente, Salvatore Zucco che in precedenza è già intervenuto sulla questione avvelenamenti, chiedendo di mettere in atto ogni strumento di repressione del fenomeno, anche la visione dei filmati delle telecamere se presenti nelle zone in cui avvengono tali vili atti. L’art 544 bis Codice Penale è chiaro, la pena per chi per crudeltà e senza necessità cagiona la morte di un animale è la reclusione da quattro mesi a due anni. Solo punendo i colpevoli si potrà dare dimostrazione del fatto, che l’introduzione di tale reato rappresenta un valido strumento di tutela. Forse per molti la vita di un animale vale poco o niente, per me vale molto di più di coloro che si divertono a toglierla a questi esseri indifesi e anche se un giorno non potranno sottrarsi alla giustizia divina, facciamo in modo di non sottrarli a quella terrena”.

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