Sono 1.027 gli emodaneggiati in Calabria dal Pollino allo Stretto e tutti hanno diritto ad un vitalizio che dovrebbe consentire loro di sostenere alcune spese dovute alla malattia che nel 1992 hanno contratto a causa del sangue infetto distribuito dalle case farmaceutiche in quegli anni.
Qualche mese fa alcuni di loro avevano presentato un esposto perché la Procura verificasse eventuali responsabilità da parte degli uffici regionali della Sanità nel ritardo dell’erogazione di quel vitalizio che di mese in mese va sempre ad accumularsi. L’evolversi di quel capitolo, scrive Gazzetta del Sud, va verso l’archiviazione di un’inchiesta sui ritardi condotta dalla Procura di Catanzaro. Secondo i pm, infatti, non ci sono reati di natura penale nella mancata erogazione, ma soltanto questioni amministrative e civili. Una tesi che non convince l’avvocato Janfer Critelli, il quale ha presentato prima la denuncia per conto di un emodanneggiato catanzarese e adesso la formale opposizione alla richiesta di archiviazione delle indagini contro ignoti, che ha convinto il gip del capoluogo a fissare un’udienza camerale. Si potrebbe configurare un’omissione in atti d’ufficio: «La fattispecie merita il giusto approfondimento, atteso che comunque discutiamo di denaro pubblico».






