Traffico di droga e gestione di bische clandestine, e ci mettevano anche estorsioni e usura. Sono queste le principali attività criminali per le quali oggi 20 persone, nell’ambito dell’operazione “Big Bang” sono finite in manette tra Torino e Reggio Calabria. E per le intimidazioni pesanti, quelle macabre ci pensava la ‘ndrangheta che faceva recapitare teste di maiale mozzate a casa delle vittime con l’avviso che se non avesse pagato “la prossima sarebbe stata la sua”.
L’organizzazione dei crimini si svolgeva in un bar del Torinese e il sistema criminoso prevedeva l’utilizzo di messi che recapitavano pizzini contenenti ordini in linguaggio cifrato
L’indagine è incentrata sui due fratelli Adolfo e Cosimo Crea di 44 e 41 anni, originari di Monasterace, coinvolti anche nel processo Minotauro, che gli inquirenti considerano i nuovi boss della ‘ndrangheta torinese insieme a Vincenzo Argirò, del clan Ursino e Belfiore con le organizzazioni calabresi di San Luca.
I territori coinvolti sono quelli di Settimo, Leinì e Brandizzo.
‘Ndrangheta – Estorsione e associazione mafiosa: 20 arresti tra Torino e Reggio





