Mercoledì 13 gennaio alle ore 19,00 si terrà l’inaugurazione della mostra CARTE DI MARE di Concetta De Pasquale nella sala mostre del Teatro Vittorio Emanuele.
Il presidente del Teatro Vittorio Emanuele Maurizio Puglisi inaugurerà, mercoledì 13 gennaio alle ore 19,00 la mostra del ciclo espositivo “R-esistenza d’artista – visioni d’arte contemporanea” curata da Saverio Pugliatti dal titolo:
CARTE DI MARE
di Concetta De Pasquale.
Nella personale di pittura Carte di Mare Concetta De Pasquale espone l’ultima sua produzione su carta ispirata alla tematica del Mare come luogo fisico e onirico del vivere. Proprio alla città di Messina e al suo mare che da anni la accolgono e la fanno sognare, la De Pasquale vuole dedicare questa mostra. È in Sicilia che avviene l’incontro, quando da bambina passa lunghe vacanze nell’Isola del padre e il fascino e il mistero di questo elemento liquido che avvolge e penetra ogni corpo non la abbandona più. I viaggi in barca a vela, sono occasione per l’artista di conoscere e ascoltare il mare prendendo appunti nei suoi taccuini di viaggio; ‘una pittrice di bordo’ come ama definirsi. In mostra, al ritmo del ‘respiro del mare’ si susseguono: appunti di viaggio in barca a vela, dipinti su vecchie carte nautiche che narrano rotte intraprese e sognate, sottofondi marini tra le azzurrità degli abissi e i coralli del ‘mare di sotto’. Le opere esposte raccontano il mare nella sua duplice natura : “…la dimensione fisica del ‘viaggio orizzontale’, … e quella metafisica del ‘viaggio verticale’, alla ricerca di se stessi …”così come racconta Anna Di Leo nel suggestivo video Mare che accompagna la mostra, un felice connubio di espressioni artistiche.
Testo critico di Jenny Gioffrè
Non avevo mai veduto il mare. Molte altre cose avevo visto, forse troppe. Uomini avevo visto, forse troppi. Ma il mare mai. E perciò non avevo ancora compreso nulla, non avevo capito assolutamente nulla. Come si può capire qualcosa della vita, e capire a fondo se stessi, se non lo si è imparato dal mare?
Federico Garcìa Lorca
La bellezza della vita risiede nell’ignoto, e niente lo rappresenta meglio del mare. In questa avventurosa mostra della De Pasquale ci si muove soavemente tra materia, orizzonte e mappe di un mare ricco di calde sfumature, come solo quello vissuto sa esserlo. Sulla terra l’ignoto è rappresentato da quanto s’immagina ci sia dietro l’orizzonte visibile, lo stesso orizzonte si amplia sulla superficie acquatica e diviene infinito nel “mare di sotto”. Il mare raccontato prende stimolo dal viaggio, l’umano errare alla ricerca dell’identità, che nei bellissimi taccuini racchiude un caleidoscopio di immagini e sensazioni del mondo che ci circonda e di cui spesso perdiamo i dettagli. Dai piccoli taccuini si passa alle grandi Carte: la sensazione richiede spazio. Come raccontato dall’artista, queste Carte riportano nel loro percorso due linearità: l’orizzontale e il verticale. Tali assi però non sono in antitesi, bensì complementari. L’asse dell’uomo, che accarezza le superfici, e l’asse divino, che collega profondo e alto, tenebre e luce. Mare tenebrarum, che pur inghiottendo il sole, lo fa rinascere nelle sue profondità. Il Corpo dell’Acqua ci rammenta che solo una materia, qual è l’acqua, può sostenere il peso delle impressioni e dei sentimenti multipli, solo l’acqua può cullare la vita verso la trasformazione e le ombre sull’acqua sono più mobili delle ombre sulla terra. Ricordando Wittgenstein e la metafora della profondità, solo un uomo capace di discendere con coraggio in profondità accede alla visione di come stanno le cose in realtà, nel mondo e nella vita, comprendendo così quello che è sotto gli occhi di tutti. Sarebbe mai possibile descrivere davvero il passato senza le immagini della profondità? E si potrebbe forse avere un’immagine della profondità piena se non si è meditato davanti ad un’acqua profonda? La creazione visionaria proviene da una profondità senza tempo, e cosa meglio delle profondità marine rappresenta il serbatoio di tutte le possibilità esistenziali, precedendo qualsiasi forma e sostenendo qualsiasi creazione. Il Corpo dell’acqua in queste carte è solcato da orme, dal passaggio del corpo, dal cammino intrapreso… Anche i colori di queste carte, il blu e il caldo giallo, risplendono di antiche tonalità, della citrinitas alchemica, che precede la trasformazione. La carta nautica è l’universo in cui tracciamo la nostra rotta, lo strumento con cui ci orientiamo nel mondo. Queste carte sono state toccate, vissute, attraversate da orme che stanno ad indicarci che il cammino è intrapreso, il viaggio iniziato, il mare viene solcato attraverso il silenzio di una vela. Osservando la tensione di queste vele sembra quasi di sentire il fruscio del vento tra le sartie e la brezza che lambisce la pelle. Tuttavia per navigare a vela non basta il vento, per andare avanti è necessario avere una direzione, stabilire una rotta, che non necessariamente definisce una meta ma bensì dà un’indicazione. Esplorare rotte diverse, lasciare la propria traccia è come la capacità di seguire le stelle nella navigazione: ci rende possibile solcare un elemento vergine come lo è l’acqua, dove ogni tracciato si perde e il percorso è sempre una ignota parte di noi. Queste Carte restituiscono al mare una sua fondamentale funzione: l’esplorare, che stiamo dimenticando e affossando in un mare, il Mediterraneo, deposito oggi di paura e morte anziché di potenzialità e nuova vita. Le orme che solcano sono simbolo di comunione tra passaggio e passato, tra movimento e presenza; sono la traccia del percorso umano, sono insieme terra e acqua, aspetti fondanti dell’archetipo del femminile di cui ha chiaro bisogno la nostra società. Nel “mare di sotto” appare il rosso dei coralli, il rosso della rubedo alchemica, quasi a ricordarci che il passato della nostra anima è acqua profonda e da lì dobbiamo rinascere. Il messaggio finale di questa esperienza artistica potremmo racchiuderlo nelle parole di Sant’Agostino: “Dio fornisce il vento, ma l’uomo deve alzare le vele”.
Breve biografia
Concetta De Pasquale nasce a Salò (Brescia)nel 1959 e dopo la laurea in lettere e la specializzazione in Storia dell’Arte all’Università di Urbino, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. A Milano, frequenta gli studi degli scultori Fausto Melotti e Nanni Valentini, suoi maestri nell’uso minimale e rigoroso della materia. Dopo le prime esperienze con materiali diversi, la sua attenzione si ferma sulla carta che diventa supporto privilegiato per una pittura organica essenziale ed intima, che indaga il corpo nella sua doppia valenza, fisica e spirituale. La sua è una pittura visionaria che scaturisce dall’ esperienza che il proprio corpo compie incontrando direttamente la carta. La pittrice infatti nelle sue grandi carte non si limita a deporvi pittura, ma lascia che la carta si faccia sudario “… ad incarnare segni, impronte e tracce di una esperienza che prima di essere pittorica, è mentale e spirituale, ma al tempo stesso fisica e sensuale …”. Durante il suo percorso artistico, la pittrice ha spesso privilegiato il rapporto della pittura con le altre arti, poesia, musica, teatro, realizzando libri d’arte, spettacoli, performance ed installazioni in team con architetti, fotografi, registi e musicisti . Da alcuni anni ha scelto di vivere in Sicilia, isola di origine paterna, dove attualmente insegna al Liceo Artistico Statale “E. Basile” di Messina, pur mantenendo l’animo di viaggiatrice. Dal 1979 ad oggi ha esposto in prestigiosi spazi pubblici e gallerie in Italia e all’estero. Tra le più recenti mostre, le personali: Oltre l’Isola tenuta a Firenze in Palazzo Medici Riccardi e al Maschio Angioino di Napoli; Ritratti Interiori al Palazzo della Cultura di Catania; Ricette per la vita al Mo.C.A. di Roma e alla Fondazione Mazzullo di Taormina; Corpo dell’Acqua al Writing Shed di Venezia; la mostra alla galleria Etienne de Causans a Parigi; ed ancora la recente partecipazione alla 54° Biennale di Venezia ad Artisti di Sicilia e ad ExpoArteItaliana curate da Vittorio Sgarbi. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.
La mostra resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 13,00 e dalle ore 17,00 alle 21,00, sino a domenica 24 gennaio.





