di Mario Nasone – I havedream, diceva M. L. King per la sua America e J.F. Kennedy parlava del sogno americano. Un sogno di fraternità e di giustizia sociale. E noi per la Calabria che sogno abbiamo?
Hanno provato a scriverlo in sintesi gli aderenti al Laboratorio che vogliamo, un gruppo di docenti universitari, sacerdoti,professionisti, esponenti del mondo del volontariato e della cooperazione regionale che si sono messi insieme per dare un contributo alla rinascita della nostra regione. Una sorta di manifesto ideale per il lavoro che il Laboratorio civico andrà a sviluppare nel 2016. Una Calabria che creda innanzitutto in sè stessa e punti sulle sue risorse, che smetta di lamentarsi e di delegare e scelga di prendere in mano il proprio destino.Una Calabria dove i giovani possano scegliere di restare, per studiare e per lavorare perché è stata data loro la possibilità di farlo. Una Calabria dove la sanità funzioni, con pochi ospedali ma capaci di curare senza costringere le persone a emigrare altrove. Una Calabria che protegge i suoi tesori, il suo ambiente, le sue coste, il suo mare, da frane e dissesti idrogeologici. Una Calabria che abbia le infrastrutture fondamentali, strade, trasporti e collegamenti con il resto del Paese. Una Calabria in grado di garantire a bambini ed adolescenti una crescita adeguata, una scuola veramente formativa, spazi di socializzazione, reti di servizi, comunità educanti. Una Calabria che favorisca la ripresa della natalità, offrendo agevolazioni e servizi, che promuova un nuovo Welfare della famiglia e delle opportunità. Una Calabria che funzioni nell’ordinario, dove le pubbliche amministrazioni paghino regolarmente i creditori, senza ritardi, tangenti ed omissioni e dove i servizi pubblici semplicemente funzionino. Una Calabria con un Ente Regione che non lavori sulle emergenze, che si dia un progetto di sviluppo credibile, centrato sulle comunità locali e sulla valorizzazione delle risorse. Con una classe politica non condizionata da lobby mafiose ed economiche che dia veri segnali di discontinuità e di innovazione. Una Calabria senza ‘ndrangheta, possibile solo se si mette insieme, repressione, rinnovamento della politica, denuncia, partecipazione, cittadinanza attiva e responsabile. Non è la Calabria che vorremmo, ma quella che vogliamo, che pretendiamo: innanzitutto da noi stessi e poi dagli altri.
Il sogno di Martin Luther King si è’ almeno in parte realizzato. E il nostro calabrese?
Qualcuno ha detto: i sogni di ognuno restano sogni, i sogni di tanti possono diventare realtà: è venuto il momento di sognare insieme, in tanti!




