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Reggio – 44° Tuffo in mare di capodanno “Mimì Fortugno”

26 Dicembre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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44° tuffo in mare Fortugno

L’occhio vigile ed attento sul Lido comunale nei suoi anni belli. Probabilmente deformazione professionale, vista anche la sua lunga e fortunata carriera come arbitro di calcio nei massimi campionati nazionali. Demetrio, Mimì per tutti, Fortugno era e rimane una figura nobile della Reggio che amiamo ricordare, quella “bella e gentile” che il Comm. Mimì incarnava alla perfezione.
Uomo di cuore e di sostanza, per 50 anni si è preso cura del Lido Genoese Zerbi diventandone il simbolo. Ma anche un asso nell sport: eccelso atleta nella prima parte della sua vita nella disciplina della marcia, ma è il calcio a donargli le più grandi soddisfazioni; prima come arbitro e poi com guardalinee in serie B e in A, distinguendosi per la correttezza e le capacità tanto da attirarsi la stima di molti presidenti della maggiori società calcistiche italiane, tra cui il Cav. Angelo Moratti.
Fu anche commissario speciale AIA, dirigente di società, presidente del Com. reg. calcio a 5 femminile, collaboratore ufficio indagini FIGC. Tutto ciò gli valse la onorificenza del CONI: la Stella d’argento al Merito Sportivo.
Poteva non nascere dalla mente di un personaggio così estroso e poliedrico quale era il comm. Mimì Fortugno, l’idea bizzarra ma gioiosa del “Tuffo in Mare di Capodanno”?
Alla sua memoria, indelebile e cara a tutti i Reggini, è dedicato il Tuffo in mare di Capodanno” a cui abbiamo aggiunto due nomi fondamentali per il suo futuro: quello della Città di Reggio Calabria ed il nome di “Mimì Fortugno”, così come tutti lo chiamavano con rispetto ed affetto. Ecco perché il più antico nel suo genere, il più longevo, il mai interrotto nel tempo, ha un nome completo dal 2015 che qualifica ed esalta nella sua semplicità un grande momento di aggregazione sociale per la nostra Città, sia per chi si tuffa che per chi vi assiste cosi come per chi lo racconta.

“Era il 1972 – racconta Tonino Massara – quando il direttore del Lido Comunale, Demetrio Fortugno, da tutti conosciuto come Mimì Fortugno, promosse il Tuffo in Mare nel giorno di capodanno; tutti insieme nelle acque gelide dello stretto ed alle ore 12.00 puntuali. Nel 2013 il Comm. Fortugno muore e lascia una pesante eredità con il rischio concreto che la sua creatura vada perduta. Un gruppo di amici temerari e veterani tuffatori ogni capodanno, mi chiama per organizzare, e non far morire, questo magico evento, il più longevo d’Italia ma forse del mondo, e soprattutto, l’unico che mai si è interrotto in 44 anni. Ricordo Pino Polimeni, Carmelo Maiolo, Enzo Aricò, Salvatore Mercuri e una volta stabilito di continuare con la tradizione del Tuffo di capodanno, ci hanno supportato Nino Tornatola, Giacomo Misiano e Fortunato Liotta con il Prof. Mimmo Albino.
Contattata la famiglia, i figli ed il genero del compianto Comm. Mimì, mi danno l’incarico di continuare questa tradizione dichiarandosi disponibili anche a supportare, così come sempre fatto, la manifestazione per le sue piccole necessità.
Abbiamo tentato di organizzarci al meglio con la promessa visto i tempi stretti, di migliorarci ogni anno. Ho pensato anche che fosse ora che la città si appropriasse, identificandosi anche, del Tuffo in mare di Capodanno. Ho pensato quindi di coinvolgere l’Associazione Febiadi e tutto il suo staff e dall’incontro tra tutti noi è nata l’idea di non fermarsi solo al tuffo in mare, ma di ampliare oltre il tuffo, quindi ad altre eccellenze della Città, nel campo musicale, artistico, culturale, sociale, aggregativo, di solidarietà.
La gioia di tutti noi è di avere constatato come, anche senza soldi e con il puro volontariato, si possono organizzare eventi da regalare alla Città, eventi di una certa rilevanza e poliedricità.
Grazie quindi a tutti coloro, citati in altre parti di queste pagine, che hanno supportato questo sforzo, fatto di fatica fisica, di qualche sacrificio economico, costruito con il cuore e la passione di chi ama questa martoriata, ma ineguagliabile città che è REGGIO CALABRIA.
E già pensiamo al 2017…”

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