La Porta Santa è stata aperta dall’arcivescovo Morosini anche al carcere di Arghillà. All’iniziativa hanno partecipato i circa 180 detenuti ospiti della struttura penitenziaria, i volontari, il Comandante del Reparto, i funzionari dell’Area Giuridico Pedagogica e della Sicurezza, gli operatori penitenziari del comparto Ministeri e della Polizia Penitenziaria, il corpo insegnanti, il Dirigente Scolastico del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti/Stretto Ionio di Reggio Calabria, Prof. Fortunato Surace e il Cappellano dell’Istituto Don Francesco Megale.
Per l’occasione, accompagnati dai sacerdoti educatori, erano presenti anche una trentina di alunni del Seminario Arcivescovile “Pio XI” di questa città i quali, grazie a tale partecipazione, hanno potuto esprimere la loro vicinanza ad ogni singolo detenuto ed hanno potuto effettuare una bella esperienza formativa in previsione della loro futura missione di sacerdoti.
Momenti di intensa emozione sono stati vissuti quando S.E. il Vescovo ha proceduto all’apertura della Porta Giubilare presso l’area c.d. “Rotonda” della struttura penitenziaria.
All’interno della manifestazione un gruppo di detenuti ha indirizzato a S.E. una lettera di ringraziamento per le parole di conforto, di stimolo e speranza rivolte alla popolazione detenuta, cogliendo la similitudine tra la visita dell’Arcivescovo fatta in Istituto, con il recente viaggio effettuato da Papa Francesco presso le popolazioni più povere ed oppresse dell’Africa.
Gli stessi detenuti hanno sottolineato che lo spirito che ha animato il Santo Padre, il quale ha privilegiato le persone più indifese, ponendole all’attenzione mondiale, è stato lo stesso di quello del nostro Vescovo che con la sua visita in carcere ha voluto porre ai primi posti della sua missione misericordiosa la popolazione detenuta di questa Casa Circondariale.
I detenuti hanno altresì chiesto al Vescovo di rivolgere a nostro Signore una particolare preghiera affinchè, attraverso il suo aiuto, possano allontanarsi da condotte antigiuridiche e contrarie agli insegnamenti di Cristo, proponendosi di non commettere più azioni contrarie al vivere civile seguendo i dettami della religione Cattolica.
L’Arcivescovo, a conclusione della Santa Messa, ha visitato tutte le camere detentive dell’istituto procedendo alla loro benedizione e consegnando agli occupanti delle stesse alcuni crocifissi in legno, benedetti nel corso della funzione religiosa, realizzati dai detenuti lavoranti addetti alla manutenzione ordinaria del fabbricato.
Alla fine della manifestazione alcuni detenuti hanno donato ai graditi ospiti oggetti artigianali prodotti all’interno dei laboratori adibiti alle attività trattamentali, fra i quali dei bellissimi presepi in miniatura.





