di Clara Varano – Una nuova opportunità, un nuovo spiraglio per i giovani Neet calabresi, quei ragazzi che non studiano e non hanno, né cercano, un lavoro. I cosiddetti sfiduciati. A loro pensa il governo e ci pensa perché possono rappresentare un’occasione di crescita per l’Italia. Per questo, per creare occupazione facendo incontrare imprese e ragazzi senza lavoro iscritti a Garanzia Giovani è nato “Crescere in digitale” il programma che il Ministero del Lavoro ha realizzato grazie al supporto di Unioncamere e Google.
La Calabria è una delle regioni con maggiori adesioni al programma, illustrato oggi a Catanzaro dall’assessore al Lavoro Federica Roccisano che ha spiegato come “sia necessario puntare sui giovani per far crescere il territorio”.
“La Regione – ha aggiunto Federica Roccisano – deve cogliere tutte le opportunità di lavoro offerte per far in modo che i ragazzi calabresi vedano la nostra istituzione come un mezzo utile alla crescita professionale. ‘Crescere in digitale’ coinvolge prevalentemente i settori trainanti della nostra regione che sono il turismo e l’agroalimentare. Lo scopo è quello di ridurre l’emigrazione dei giovani facendoli diventare una risorsa per la loro terra e questo è possibile solo fornendo degli strumenti di crescita e di competenza professionale e non fornendo direttamente lavoro”.
Tutti i calabresi iscritti a “Garanzia giovani” possono prendere parte a “Crescere in digitale” che consiste in 50 ore di formazione online con Google. Alla fine del corso chi supererà l’esame previsto potrà essere introdotto nelle aziende locali che hanno aderito al progetto ministeriale, per effettuare sei mesi di tirocinio come digitalizzatori. Nel corso di questo periodo l’azienda avrà a disposizione, gratuitamente, una persona esperta che metterà l’azienda in rete.
“Il gap principale delle aziende italiane, in questo caso calabresi – ha sottolineato in collegamento skype Diego Ciulli, manager pubblic policy di Google – è che sono convinte, per la maggior parte, di non aver bisogno di internet. Questo non è vero. Internet può essere uno strumento per globalizzare i prodotti italiani, specie quelli del Sud. Dalla Calabria, però, sono arrivate tantissime domande di giovani interessati al corso, ma ancora poche aziende disposte ad accoglierle per il tirocinio. Abbiamo formato dei digitalizzatori validi che già da gennaio possono far conoscere le aziende in tutto il mondo, bisogna solo entrare nell’ottica delle idee che internet è uno strumento utile”.
A superare il primo corso in Calabria sono stati 270 ragazzi, per i quali sono previsti dei laboratori allestiti nelle diverse province d’appartenenza, e che dal mese di gennaio potranno entrare nelle aziende per digitalizzarle.
Le aziende Calabresi che si sono iscritte al programma sono 133 ed avranno diritto ad un bonus che può arrivare fino a seimila euro per ciascun giovane tirocinante.
“Crescere in digitale – ha chiarito Domenico Mauriello, responsabile del Centro studi Unioncamere – parte dal presupposto che nel mondo esiste una forte domanda del ‘Made in Italy’ che è sempre più in crescita, il problema è che non si riesce a soddisfarla. Solo il quattro per cento delle imprese esporta e questo dipende dal fatto che c’è una diffidenza culturale per l’offerta che alle imprese può arrivare da internet. Con questo programma abbiamo solo voluto avvicinare i due mondi sensibilizzando le imprese sul digitale”.
Alla conferenza era presente anche Donato Montibello, consigliere del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha dichiarato: “La creazione di posti di lavoro passa anche dal grado di digitalizzazione di un Paese e di una Regione come la Calabria. Crediamo che aprire nuovi mercati e aumentare il grado del digitale della aziende calabresi possa essere un punto di partenza fondamentale per l’occupazione in questa regione. Formeremo giovani che possono anche avviarsi ad altre misure come l’autoimprenditorialità”.





