di Pasquale Romano –
Made in digitaly. Accorciare il preoccupante divario che separa le imprese italiane dal resto dell’Europa in materia di digitalizzazione e E-Commerce, questa l’idea alla base di ‘Digitaly’, progetto che corre in sostegno delle piccole imprese. Il mondo di internet, sconvolto dall’avvento dei social network, appare come l’unico treno possibile sul quale salire per rimanere competitivi. Il ‘made in Italy’ orgoglio da esibire e vanto che permette di differenziarci dalle altre nazioni, vero punto di partenza da sfruttare con le nuove tecnologie.
DigItaly, progetto al centro dell’intesa tra CNA, Amazon, Google, Seat Pagine Gialle e il Registro.it del CNR, definisce un percorso di digitalizzazione a supporto delle micro e piccole imprese tradizionali e prevede una serie di incontri sul territorio, in stile BtoB, con le aziende cosiddette digitali. Oggi il roadshow digitale ha fatto tappa a Reggio Calabria, presso il Salone delle rappresentanze della Camera di Commercio. Presente il sindaco Giuseppe Falcomatà, il quale ha dichiarato che l’amministrazione vuole proseguire il percorso di idee innovative, affiancandosi convinta ad idee come quella del Digitaly. “Il comune di Reggio Calabria vuole fare la propria parte -ha assicurato il primo cittadino- aiutando chi vuole realizzare un progetto o costituire un’impresa. Serve coesione tra imprenditoria e commercio, la digitalizzazione è uno step obbligatorio, come evidenziato nella programmazione europea 2014-2020”.
Stefania Milo, Presidente Cna giovani imprenditori, ha illustrato nel dettaglio come le imprese italiane siano in ritardo rispetto alle altre nazioni europee, Germania e Inghilterra in particolar modo. “E’ in atto una rivoluzione. Prima le imprese guardavano solamente al proprio territorio, con strategie commerciali e tecniche di comunicazione che sono completamente cambiate negli ultimi anni. Bisogna obbligatoriamente guardare alla digitalizzazione, realtà che se ben sfruttata permette di contenere i costi e aumentare il fatturato”. Il made in Italy è la chiave da sfruttare, solo Coca Cola ha un margine di crescita superiore nel sistema ricerca di Google. La tipica creatività italiana deve trovare nuove vie di sbocco per non perdere ulteriore terreno nei confronti del resto d’Europa. “Solo il 5% delle imprese italiane vende online, la media europea è del 15% -evidenzia Stefania Milo- prima accorciamo le distanze meglio sarà per la nostra produttività. Posso assicurare che tutti i tipi di attività possono stare e vendere su Internet, non bisogna avere timore di queste nuove tecnologie, serve coraggio”.
Calogero Bruno, account manager di Amazon, non presente fisicamente ma tramite collegamento video ha spiegato le migliori tecniche di E-Commerce. Come vendere al meglio su internet, espandere e internazionalizzare un’impresa, aumentare i ricavi: il colosso Amazon può fornire sostegno concreto alle imprese, attraverso una serie di collaborazioni che assicurano un risparmio di tempo e costi nella spedizione di beni al cliente finale. La nascita e l’evoluzione di Internet in Italia alla base dell’intervento di Chiara Spinelli di Registro.it. L’anagrafe dei domini ‘.it’ si trova a Pisa, città dalla quale nel 1986 ci si è collegati ad Internet per la prima volta in Italia. “L’evoluzione degli ultimi anni legata all’utilizzo di social network e mobile è impressionante. Siamo già in ritardo, non possiamo perdere ulteriore tempo in materia di digitalizzazione delle imprese”, ha assicurato Spinelli.
Al progetto Digitaly presenti varie imprese e web-agency reggine, direttamente interessate e coinvolte all’argomento della digitalizzazione. “La situazione di precarietà che esiste in Italia, e in particolare al Sud è dovuto anche perchè le nostre imprese non sono al passo con i tempi e ben strutturate da questo punto di vista” , ha dichiarato Gianni Laganà. Il segretario provinciale Cna Reggio Calabria non ha dubbi, è questa la strada da percorrere: “Crediamo fortemente in questo progetto. Siamo ad un momento di svolta, vogliamo dare il nostro contributo nel tentativo di far ripartire le imprese. E’ un’occasione da non perdere, altrimenti rimarremo fanalino di coda dell’Europa”.






