Organizzato dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Reggio Calabria nell’ambito delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita del Sommo Poeta, si è tenuta nell’Aula Magna del Liceo Classico “Tommaso Campanella” la conversazione dantesca sul tema: “Dante come fonte di ispirazione della letteratura contemporanea”, a cura della Prof.ssa Francesca Carla Neri.
Dopo i saluti della rappresentante dell’istituto e di Pino Bova, presidente del Comitato Dante di RC, la relatrice ha sottolineato che per secoli il poema dantesco è stato recepito dalle letterature straniere in termini di inimitabilità, (all’opposto di quanto avvenuto con il Canzoniere petrarchesco) ed il confronto pur produttivo con Dante non ha indotto all’assunzione della Commedia un modello di scrittura da assumere in toto.
La relatrice ha poi evidenziato che Dante è presente nelle più diverse letterature a livello di citazione o di allusione e che, in alcuni casi, queste fungono da materiale strutturante per la formazione di un nuovo testo.
Il debito di natura tematica e/o formale nei confronti del Fiorentino si è talvolta accompagnato ad una solida attività critica, soprattutto nel Novecento, secolo in cui Dante è stato considerato “poeta europeo”(Eliot), ma che forse sarebbe più corretto definire “mondiale” per la sua ricezione da parte di intellettuali appartenenti a culture geograficamente lontane. Se alcuni di essi hanno avvertito affinità di carattere biografico, in particolare in riferimento all’esperienza dell’esilio, sia esso fisico, come nel caso di Peter Weiss, o psicologico e spirituale come per Derek Walcott, per altri hanno assunto particolare rilievo la grandezza poetica e la straordinaria espressività della Commedia.
Eliot legge Dante come maestro dei moderni e confessa il forte debito nei suoi confronti sia nella poesia “purgatoriale” di Gerontion che nella complessa struttura di The Waste Land.
Debitore confesso di Dante è pure Ezra Pound, nei cui Cantos sono evidenti i rimandi di espressioni dantesche, il che si evidenzia anche nel verso di Walcott che riproduce quasi fedelmente l’incipit della Commedia.
Ma Dante si presta anche a riscritture come i versi borgesiani del Canto conjetural o come l’ampio Divina Commedia Projekt di Peter Weiss, il cui Paradiso ( L’istruttoria) rovescia la struttura dantesca descrivendo le tappe della reclusione e del percorso di morte degli ebrei ad Auschwitz.
Si tratta in quest’ultimo caso, ad avviso della relatrice, di un tentativo di collegare lo schema compositivo dantesco al mondo contemporaneo, rifiutandone il sistema colpa-punizione e merito-ricompensa, ma condividendo con il Fiorentino il coraggio della critica e della condanna morale.
La relatrice ha ricordato, infine, il debito nei confronti di Dante di Seamus Heaney, che riprende il tema del viaggio oltremondano, ma con sensibilità novecentesca lo intende anche come viaggio interiore, come interrogazione di sé e ricerca del ruolo del poeta in una società che spesso lo induce a chiudersi in una torre d’avorio.
La sia pur sommaria campionatura prodotta dalla relatrice ha inteso ribadire che pur nella sua inimitabilità l’opera dantesca ha costituito un vasto serbatoio di immagini, personaggi, temi, aspetti formali che la cultura contemporanea continua a rielaborare, spesso con esiti molto significativi. Il che sembrerebbe confortare la tesi borgesiana della Commedia come opera-mondo o opera-universo, in grado di parlare con accenti inconfondibili anche alle generazioni future.
Dopo l’intervento della relatrice Francesca Neri sono intervenuti gli studenti Alessandro Cama e Melania Toscano. Ha concluso i lavori la Dirigente scolastica Maria Rosaria Rao .





