
Torino in Piemonte e in Calabria. I beni – 41 abitazioni, 40 terreni e 27 autorimesse – serviranno a garantire il pagamento delle spese gia’ sostenute e di quelle ancora da sostenere in tutte le fasi del procedimento per un prevedibile ammontare di 3 milioni: costo delle intercettazioni telefoniche e delle indagini tecniche effettuate per 4 anni dalla Dda, spese per la detenzione in carcere, oneri connessi alla gestione dei beni gia’ sequestrati e spese processuali. Alla vigilia della prima udienza del processo, fissata per il prossimo 18 ottobre, e’ stato posto – spiegano gli investigatori – un “importante punto fermo: se al termine i condannati dovessero risultare insolventi, il patrimonio sequestrato potra’ essere definitivamente confiscato e posto in vendita. Il ricavato servira’ a coprire le spese di giustizia sostenute, evitando cosi’ ‘ricadute’ negative sul bilancio dello Stato e, quindi, sulla collettivita’”. Gli immobili si trovano nelle province di Torino, Vercelli, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia. I provvedimenti di sequestro conservativo sono stati emessi a poco piu’ di un anno di distanza dal blitz che mise in luce le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord ovest del paese e porto’ all’arresto di ben 169 persone per le quali successivamente e’ stato richiesto il rinvio a giudizio, per lo piu’ per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra i soggetti colpiti dai provvedimenti di sequestro spiccano i nomi di Paolo Cufari, indicato nelle carte processuali quale capo della “locale” di Natile di Careri (Reggio Calabria) a Torino e Rodolfo Scali, rappresentante e referente della “locale” di Mammola (Reggio Calabria) a Cuorgne’ (Torino): al primo sono stati sequestrati un magazzino a Volpiano (Torino) e un terreno a Careri; al secondo, quattro terreni a Mammola. Sei appezzamenti di terreno compresi nel comune di Plati’ sono stati sottratti, alla disponibilita’ di Pasquale Barbaro, considerato rappresentante e referente della “locale” di Plati’ a Volpiano mentre al capo della “locale” di Moncalieri (Torino), Rocco Raghiele, e’ stata sequestrata un’abitazione nello stesso Comune. I sequestri conservativi si differenziano da quelli “per sproporzione”, effettuati sempre dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria Torino contestualmente agli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione “Minotauro”. Allora, infatti, le oltre 180 unita’ immobiliari, i 200 rapporti finanziari e i 10 complessi aziendali furono “congelati” sulla presunzione, in gran parte non smentita che, costituendo un patrimonio eccessivo rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati, fossero stati accumulati illecitamente. I provvedimenti in questione riguardano invece beni di provenienza lecita, talvolta acquisiti per eredita’, che comunque saranno utilizzati per garantire le spese di giustizia in caso di condanna.




