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Festival Mind The Gap: Gangemi e Cavalli protagonisti della terza giornata

11 Novembre 2015
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Festival Mind The Gap

Sul palco del Mind the Gap Festival sale un altro importante scrittore calabrese – accompagnato dal professore di filosofia del diritto Alberto Scerbo – che tra le righe dei suoi romanzi sta ridando luce alla storia della Calabria. Mimmo Gangemi con “Un acro odore di aglio”, edito da Bompiani, narra una sagra familiare contadina, lunga tre generazioni. Un mondo di umili che tenta di far parte della storia d’Italia, che fino ad ora li ha soli sfiorati. Sorge allora l’idea del riscatto sociale come benessere e realizzazione di un sogno che sembrava impossibile, visto l’eredità del capostipite, bracciante da generazioni. Un sogno che potesse deviare un destino che sembrava già tracciato. Riscatto sociale che prende la via del figlio mandato a studiare per diventare medico. “I Malavoglia di Calabria”, in questo modo Panorama ha descritto il libro di Gangemi, un’ opera verghiana che non si colora però di un destino ineluttabile, in quanto distruzione e speranza, tra le pagine del libro, si alternano. Un romanzo che inizia con l’unificazione d”Italia e finisce con l’alluvione del ’51. Una storia ambientata nel mondo contadino dell’Aspromonte, dove la morte è associata a quell’odore di aglio, a cui lo scrittore è molto legato nei suoi ricordi delle funzioni funebri. La storia narra delle relazioni tra ricchi e poveri, delle maldicenze ed invidie tra i poveri stessi che spesso son ben contenti di condividere lo stesso destino e additano chi tenta il riscatto. Una Calabria fatta di uomini e donne che non si arrendono di fronte alle disgrazie e vanno avanti. Una Calabria, che insieme al resto del Sud ha il diritto di un nuovo racconto che ancora dopo 150 anni è scritto solo dai vincitori e non dai vinti, conclude Gangemi che aggiunge all’incontro una tinta di revisionismo storico, non dimenticando di dare un messaggio ai giovani affinché la Calabria non diventi davvero una terra di vinti, e che alla nuova grande emigrazione di giovani segua uno scatto di orgoglio che attraverso la cultura riesca a coltivare pensieri nuovi contagiosi, con la caparbietà di costruire qui il futuro.
A seguire Giulio Cavalli con“Mio padre in una scatola di scarpe”, edito da Rizzoli. Cavalli tiene subito a precisare, che la storia di Michele Landa, ucciso a Mondragone non è un libro di mafia, ma più che altro un libro sulla codardia dei prepotenti. Un libro su un eroe più eroe di molti altri eroi. La storia raccontata è quella di una guardia giurata che a quattro giorni dalla pensione viene ucciso e bruciato. Il libro ha anche la pretesa di far riaprire il caso giudiziario, ci confessa Giulio.
Tra le pagine emerge l’esortazione per tutti ad essere eroi, piccoli eroi del quotidiano. Il libro affronta, sotto la cifra stilistica romanzesca, il concetto del lavoro e della famiglia da una prospettiva diversa. Il lavoro, precisa l’autore, troppo spesso diventa la scusa per non fare, non reagire, diventa un rifugio dall’affrontare la realtà storpia. La famiglia, al contrario, nella storia e nelle scelte di Michele, diventa un atto coraggioso, un’azione di presa di responsabilità. Il libro di Cavalli usa una cifra stilistica “semplice” e diretta perchè ha l’obiettivo di essere il più popolare possibile, perché se la malavita usa un linguaggio diretto per accattivarsi le attenzioni, allo stesso modo deve fare chi vuole mostrare il lato eroico dell’umanità, della gente comune.
Alle 15:30 l’Università diventa un vero e proprio studio televisivo con Pierluigi Pardo conduttore della famosa trasmissione Tiki Taka. Uno show tra battute, umorismo, ma anche importanti messaggi diretti ai giovani sullo sport, la voglia di riscatto e l’importanza della costanza per poter raggiungere ottimi risultati. Il calcio come fenomeno culturale nazionale, visto che di cultura si parla al Festival Mind the Gap. Le parole hanno lasciato posto alle tante foto con i fan. Infine sul palco è salito un talentuoso artista catanzarese Emann, che si è già fatto conoscere ed apprezzare a livello nazionale. Così la terza giornata, prima dell’appuntamento con Rodotà il 19 novembre, si è conclusa tra le note di un concerto intimo. La musica di Emann è una sperimentazione di sonorità che dal reggae si fondono con alcune sonorità più elettroniche, in una cifra stilistica moderna che non dimentica i messaggi forti dei testi delle canzoni, ma che anzi si fa mezzo perchè questi possano essere diffusi con più immediatezza e ampiezza possibile.

Festival Mind The Gap

Tags: cavalliGangemiMind the gap
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